La salute in pillole

L'agenesia renale monolaterale, l'ipoplasia e la displasia

L’AGENESIA RENALE MONOLATERALE, L’IPOPLASIA E LA DISPLASIA RENALE NEL NEONATO

L’agenesia renale monolaterale (che si presenta nell’1 X 1.000 della popolazione), la ipoplasia e la displasia renale sono patologie compatibili con la vita extrauterina e, in genere, non si trasmettono su base genetica. Nonostante in parecchi casi si presentino come malattie isolate, in genere si associano a malformazioni, magari di lieve entità, a carico di altri apparati. Quando sono riscontrabili, esse coinvolgono il sistema genito-urinario (nel 40% dei casi), il sistema scheletrico (nel 30% dei casi), il sistema cardiovascolare e gastrointestinale (nel 15% dei casi) e il sistema nervoso centrale (nel 10% dei casi). A parte i disturbi che possono essere originati dalle anomalie associate appena viste, l’agenesia renale monolaterale, l’ipoplasia e la displasia renale, di solito, permettono al bambino di condurre una vita pressoché normale. Il rene presente e funzionante, infatti, tende a supplire quello mancante e, quindi, svolge anche le funzioni che sarebbero state appannaggio di quest’ultimo. Da siffatto sforzo, di regola, deriva un’ipertrofia del rene attivo, il quale, proprio a causa dell’eccessivo carico di lavoro quotidianamente compiuto, va incontro con maggiore frequenza della norma a fenomeni infiammatori e litiasici (calcolosi). E’ consigliabile, inoltre, che il soggetto colpito da uno di questi disturbi renali beva in abbondanza, eventualmente un tipo di acqua minerale suggerita dallo specialista, ed eviti di affaticare troppo la funzione di depurazione dell’organismo.

Diagnosticare una delle malattie in esame, specie durante la fase gestazionale, è impresa meno agevole rispetto a quella di individuare la sindrome di Potter. Nonostante l’eventuale formazione incompiuta o anomala, infatti, la vescica è sempre presente, così come solitamente si presenta in quantità regolari il liquido amniotico della madre. Non sono quasi mai riscontrabili, inoltre, i gravi segnali visti per l’agenesia bilaterale (specie il più devastante: l’ipoplasia polmonare). Campanelli di allarme importanti, tuttavia, sono rappresentati dalle maggiori dimensioni del rene funzionante (ipertrofico, appunto) e dalla presenza di una sola arteria ombelicale. Quest’ultima, se il rene è ipoplasico e/o displasico, di regola, fa registrare anomalie dello spettro Doppler-colore e delle resistenze calcolate su di essa tramite i comuni indici (soprattutto l’indice di pulsatilità).

Nella delicata fase diagnostica, inoltre, è bene tenere in considerazione che, sia pure in rari casi, il rene che non si riesce a visualizzare con i metodi usualmente utilizzati, potrebbe semplicemente essere localizzato in una zona del corpo diversa da quella fisiologicamente normale, ad esempio nella sede pelvica. Si tratta del c.d. "rene ectopico", la cui presenza può essere individuata tramite lo spettro Doppler-colore, da indirizzarsi verso l'aorta addominale.

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