La salute in pillole

Eritema da pannolino

ERITEMA DA PANNOLINO

L’eritema da pannolino è una delle eruzioni cutanee che, con maggiore frequenza, disturbano i più piccoli, fin dai primissimi giorni di vita. Specie i neonati con una particolare sensibilità epidermica manifestano arrossamenti, puntini rossi e, in certi casi, anche bollicine, localizzati prevalentemente nelle zone a contatto con il pannolino. Spesso ciò che scatena tale reazione sono i ristagni delle sostanze acide e irritanti contenute nell’urina o gli enzimi delle feci. In questi casi, può essere sufficiente una maggiore attenzione nel cambiare il piccolo subito dopo che ha bagnato il pannolino. Altro accorgimento utile, al fine di rendere meno irritante l’urina del neonato, è quello di limitare nella dieta della mamma che allatta cibi e bevande acide, come agrumi, ananas, kiwi e succhi di frutta, oppure evitare certi tipi di acqua che abbiano un elevato apporto di acidi. Qualora il piccolo sia nutrito con latte in polvere, provate a cambiare marca di latte e, se del caso, di acqua; ricordate, inoltre, che è fortemente sconsigliato far bere a bambini dosi eccessive di succhi di frutta e che essi non andrebbero mai dati fino ai quattro mesi di età.

Altre volte, la causa principale dell’eritema in questione è una reazione allergica della pelle al pannolino stesso. Quello a forma di mutandina (il più diffuso per le innegabili doti di praticità e capacità di trattenere urina e feci), oltre ad essere composto di materiali poco traspiranti, mantiene la zona genitale a un calore e umidità costanti; il che, tra l’altro, favorisce anche il proliferare di germi, batteri e funghi (specie micosi). In questo caso, ferma restando la bontà dei consigli poc’anzi visti, un primo passo può essere quello di cambiare marca di pannolino a mutanda, sperando che non contenga proprio quel componente che magari era fonte dell’eritema. Se non si verifica l’effetto sperato, molti pediatri suggeriscono di utilizzare, almeno finché la fase acuta dello sfogo non è definitivamente superata, al posto dei comuni pannolini in materiali plastici, i tradizionali panni di lino o altri fibre naturali (da lavare con saponi a base di olio di cocco o altri componenti vegetali o, tutt’al più, con detersivi delicati e senza ammorbidenti e sostanze aggressive) oppure gli appositi quadrati di garza, usa e getta, reperibili sia in farmacia che nei negozi specializzati per neonati.

A prescindere dal fatto che la reazione cutanea sia scatenata dal contatto con urine o feci oppure dai pannolini stessi, è bene tenere presenti le seguenti indicazioni.

Innanzitutto, nelle quotidiane pulizie effettuate in occasione dei cambi, è opportuno evitare l’uso di saponi che, pur essendo specifici per bambini, potrebbero comunque alterare il PH nelle pelli più sensibili: è meglio detergere le parti intime del piccolo con olii naturali (magari a base di mandorla o calendula) da risciacquare con abbondante acqua. Subito dopo uno o più dei cambi giornalieri, si potrebbe provare a stendere sulle parti arrossate e dolenti un pochino di creme o pomate che contengono ossido di zinco o olio di ricino.

Un altro accorgimento prezioso è quello di lasciare esposto all’aria il sederino del neonato prima di mettergli il pannolino pulito, almeno per alcuni minuti ogni volta, ovviamente dopo aver creato nell’ambiente le condizioni ideali di temperatura e umidità.

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