La salute in pillole

Lo strabismo infantile

LO STRABISMO INFANTILE

 

Nel primo mese successivo al parto, parecchi neonati presentano occhi che sembrano strabici, a causa delle pieghe della pelle che stanno negli angoli interni delle palpebre. Quando la situazione è fisiologica, nell’arco di pochi mesi l’aspetto del viso diventerà completamente normale, mentre, se il piccolo è davvero strabico, il disallineamento oculare persiste.

In caso di strabismo patologico, in genere, in una prima fase, il bambino avrà uno sdoppiamento delle immagini messe a fuoco. E’ opportuno intervenire fin da questo momento e, comunque, il prima possibile. Se trascurato, infatti, lo strabismo degenera e il meccanismo che si innesca è quello in base al quale il cervello tende a ridurre fino a sopprimere gradualmente la funzione visiva di uno dei due occhi; ciò è determinato dall’atteggiamento compensativo dell’altro occhio, che comincerà ad essere iperattivo, proprio per supplire alle carenze del primo.

Le terapie che vengono solitamente attuate, sempre che, si ribadisce, si tratti di vero e proprio strabismo, sono molteplici e dipendono da una serie di fattori, tra i quali la gravità della situazione e la precocità della diagnosi. Una delle prime strategie che, di solito, viene tentata è simile a quella usata in caso di occhio c.d. "pigro" (ossia quando un occhio "lavora" semplicemente meno dell’altro): si benda (di regola con una garza sterile) l’occhio iperattivo, in modo da costringere quello che sta perdendo la sua funzionalità a sforzarsi di mettere a fuoco.

Per il bambino più grande, hanno dimostrato una discreta efficacia anche degli esercizi ortottici, che consistono, anche in questo caso, in un procedimento finalizzato ad utilizzare forzatamente l’occhio "pigro": Tramite l’uso di un macchinario simile a quello di cui comunemente si serve l’ottico per la misurazione della vista, dopo aver coperto l’occhio sano, vengono proposte all’altro occhio delle immagini, spesso in movimento o con dei dischi roteanti sullo sfondo, per aumentare lo sforzo oculare.

In altri casi, magari dopo aver provato le altre vie, è indispensabile ricorrere agli occhiali. In certe situazioni, poi, il pediatra potrebbe consigliare uno specifico intervento chirurgico, avente lo scopo di accorciare uno dei muscoli oculari.

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