La salute in pillole

Terapia farmacologica per la fibrosi cistica

TERAPIA FARMACOLOGICA PER LA FIBROSI CISTICA

Tra i farmaci più utilizzati, anche per la loro agevole reperibilità, abbiamo, in primis, gli espettoranti orali, specie gli sciroppi fluidificanti. Sono ancora da dimostrare, tuttavia, i loro reali effetti benefici, mentre sicuramente da evitare sono i sedativi della tosse, che arrecano, tutt’al più, un sollievo solo momentaneo e apparente.

Sono stati autorevolmente riconosciuti, invece, i vantaggi assai apprezzabili che seguono all’uso quotidiano e prolungato, per via inalatoria, di dornase alfa (deossiribonucleasi ricombinante umana); tale principio attivo agisce in una duplice direzione: da un lato, rallenta il peggioramento delle problematiche a livello polmonare, mentre, dall’altro lato, riduce la frequenza degli attacchi respiratori acuti gravi e ricorrenti.

In un numero considerevole di situazioni e, in special modo, quando si tratta di infanti che abbiano contratto più volte la bronchiolite, qualora siano sopravvenute artrite, vasculite o altre complicanze infiammatorie, oppure allorché il malato presenti broncospasmo refrattario e aspergillosi broncopolmonare allergica, è in genere prescritta una cura per bocca a base di corticosteroidi. Questi, però, sono specialità farmacologiche piuttosto aggressive, tanto che, non solo è bene non utilizzarli come trattamento di routine, ma è indispensabile, altresì, tenere sotto controllo la situazione complessiva; ciò al fine di escludere, vuoi che il paziente stia subendo un contraccolpo rilevante per la crescita fisiologica (specie trattandosi di bambini e adolescenti), vuoi l’insorgenza di alterazioni del metabolismo glucidico.

Anche un altro principio attivo contenuto in svariati preparati farmacologici, l'ibuprofene, ha fatto registrare buoni risultati in termini di rallentamento della degenerazione della funzionalità respiratoria, soprattutto nei bambini in età scolare e fino all’inizio dell’adolescenza.

 

Per attaccare i batteri patogeni del tratto respiratorio, solitamente si ricorre a un cura a base di antibiotici; in caso di stafilococco, ad esempio, le specialità farmaceutiche in genere impiegate sono una penicillina penicillinasi-resistente, come la cloxacillina o la dicloxacillina, oppure una cefalosporina, come la cefalexina. Qualora si tratti di diversi agenti patogeni, invece, si tende a preferire l'amoxicillina-clavulanato l’eritromicina, il trimetoprim/sulfametoxazolo, l'ampicillina o le tetracicline. In presenza di Pseudomonas, d’altro canto, si consiglia la ciprofloxacina e spesso ottengono buoni risultati anche dei cicli di endovena a base di cefalosporine e antibiotici monobattamici.

Per riportare i valori del sangue entro livelli di anomalia tollerabile, in parecchi casi è indispensabile la somministrazione di alcune penicilline, anche in dosi rilevanti, mentre solo in certe condizioni è efficace una terapia cronica con tobramicina per aerosol. L’aerosol terapia a base di ribavirina, invece, è consigliabile qualora il paziente sia un neonato con infezione da virus respiratorio sinciziale.

Infine, se il malato manifesta un’insufficienza cardiaca destra sintomatica, è bene associare una dieta povera di sale all’assunzione di diuretici e all’O2 terapia.

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La fibrosi cistica


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