La salute in pillole

Uretrotomia Endoscopica

di Nicolina Leone - La pratica di Uretrotomia Endoscopica si avvale di una tecnologia invasiva che evita l’intervento a cielo aperto, che come precedentemente spiegato non è applicabile a tutti i pazienti.

Anche per questa procedura la chirurgia moderna si avvale di due tipi di processi, diversi per l’uso di strumenti ma simili nell’applicazione.

Si entra dal meato uretrale con una sonda ottica per individuare la stenosi ( metodo Sachse ) e si procede sezionando il restringimento con una piccola lama resettrice, aspirando poi l’eccesso di mucosa. Questo tipo di intervento è molto frequente in caso di stenosi bulbare, essendo essa posta in profondità nella parte posteriore del pene e di natura molto spongiosa.

Anche l’Uretrotomia bulbare prevede l’intervento in un tempo o in due tempi.

In un tempo se il restringimento è inferiore a due cm di lunghezza, in due tempi se è superiore.

L’alternativa all’intervento con lama fredda è quello eseguito con laser ad olmio.

Sempre entrando dal meato uretrale con una sonda fornita di raggio laser si procede incidendo il tratto stenotico in modo da allargare il passaggio e permettere il defluire dell’urina.

L'uso di questo strumento è valido sia per la stenosi bulbare che per quella peniena ( all'apice del pene ).

Entrambe le procedure si svolgono in poco tempo, 15 minuti al massimo e consentono una rapida guarigione, chiaramente segue un breve periodo di cateterizzazione per valutare la funzionalità dell’uretra e per monitorare eventuale sanguinamento postumo.

La degenza in ospedale è di 2 giorni, il rischio legato all’anestesia minimo, proprio per la celerità con cui è eseguito l’intervento e raramente in seguito vi è una recidiva.

                                                                                                  

N.B.

Il laser ad olmio è uno strumento che utilizza radiazioni pulsate di leggera intensità, molto simili al raggio a infrarossi e quindi non visibile, la radiazione è assorbito dall’acqua per il 95% dell’emissione, tenendo conto che i tessuti umani sono costituiti in maggior parte di acqua la possibilità che il raggio provochi danni è inesistente, motivo per cui molti chirurghi di urologia si affidano a questo strumento semplice e versatile.

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