La sindrome delle apnee notturne


Russare forte e svegliarsi stanchi non è solo un fastidio per chi dorme accanto. La sindrome delle apnee ostruttive del sonno è una condizione frequente e sottodiagnosticata che, se non trattata, aumenta in modo significativo il rischio di ipertensione, infarto e ictus. La buona notizia è che si diagnostica con un esame semplice e si cura in modo molto efficace.

Che cos'è la sindrome delle apnee notturne?



La sindrome delle apnee ostruttive del sonno (nota con la sigla OSAS) è caratterizzata da ripetute interruzioni o riduzioni del flusso d'aria durante il sonno, dovute al collasso delle vie aeree superiori. Si parla di apnea quando il flusso d'aria si interrompe per almeno dieci secondi e di ipopnea quando si riduce in modo significativo.

Non è affatto un disturbo raro: interessa una quota rilevante della popolazione adulta, con maggiore frequenza negli uomini, nelle persone in sovrappeso e dopo i cinquant'anni; nelle donne il rischio aumenta dopo la menopausa. Molte persone che ne soffrono non lo sanno, perché gli episodi avvengono nel sonno e vengono notati solo dal partner.

Ogni apnea provoca un calo dell'ossigeno nel sangue e un microrisveglio, spesso inconsapevole, che riapre le vie aeree. Il risultato è un sonno frammentato e non ristoratore, che spiega la stanchezza e la sonnolenza durante il giorno.

Perché le apnee notturne sono pericolose



È il punto più importante di tutta questa guida: le apnee notturne non sono un semplice disagio ma un riconosciuto fattore di rischio cardiovascolare. Le ripetute cadute dell'ossigeno e i continui risvegli attivano il sistema nervoso simpatico, aumentano l'infiammazione e alterano il metabolismo. Le conseguenze documentate sono:
  • ipertensione arteriosa, spesso resistente ai farmaci;
  • aumento del rischio di infarto del miocardio e di ictus cerebrale;
  • aritmie cardiache, in particolare la fibrillazione atriale;
  • scompenso cardiaco e ipertensione polmonare nelle forme gravi e di lunga durata;
  • insulino-resistenza, diabete di tipo 2 e sindrome metabolica;
  • disturbi dell'umore, difficoltà di memoria e di concentrazione, riduzione del desiderio sessuale.

C'è poi un rischio immediato e spesso sottovalutato: la sonnolenza alla guida. Chi soffre di apnee non trattate ha una probabilità nettamente più elevata di essere coinvolto in incidenti stradali, ed è per questo che la normativa italiana prevede regole specifiche per il rilascio e il rinnovo della patente in presenza di questa diagnosi. Trattare le apnee riduce concretamente tutti questi rischi.

Quali sono le cause della sindrome delle apnee notturne?



Durante la veglia i muscoli della faringe mantengono aperte le vie aeree; nel sonno il tono muscolare si riduce e, in presenza di alcune condizioni predisponenti, il passaggio dell'aria si restringe fino a chiudersi. Ecco i principali fattori che favoriscono il fenomeno.
  • Il sovrappeso e l'obesità, in particolare l'accumulo di grasso a livello del collo, che comprime le vie aeree dall'esterno. È il fattore di rischio più importante e anche il più modificabile.
  • L'ipertrofia di tonsille e adenoidi: nei bambini è la causa più frequente in assoluto.
  • Le caratteristiche anatomiche del massiccio facciale, come una mandibola piccola o arretrata (retrognazia), un palato ogivale, una lingua voluminosa.
  • L'ostruzione nasale cronica, dovuta a deviazione del setto, rinite o poliposi nasale.
  • L'assunzione di alcol la sera e di farmaci sedativi o miorilassanti, che riducono il tono muscolare faringeo.
  • Il fumo, che infiamma e restringe le vie aeree superiori.
  • L'età avanzata e l'ipotiroidismo non trattato.

Sindrome delle apnee notturne: quali sono i sintomi?



I sintomi si dividono in notturni, riferiti quasi sempre dal partner, e diurni, avvertiti dalla persona.
  • Russamento abituale e intenso, interrotto da pause respiratorie seguite da un rumoroso ripristino del respiro.
  • Risvegli improvvisi con sensazione di soffocamento o di fame d'aria.
  • Sonno agitato, sudorazione notturna, nicturia (necessità di alzarsi più volte per urinare).
  • Risveglio con la bocca secca, mal di gola o mal di testa mattutino.
  • Sonnolenza diurna eccessiva: colpi di sonno mentre si legge, si guarda la televisione, si è fermi nel traffico.
  • Stanchezza persistente, irritabilità, tono dell'umore basso.
  • Difficoltà di concentrazione e di memoria, calo del rendimento sul lavoro.
  • Riduzione della libido.

Nei bambini il quadro è diverso: più che sonnolenza si osservano iperattività, difficoltà scolastiche, respirazione a bocca aperta, enuresi notturna e talvolta rallentamento della crescita.

Quali sono i fattori di rischio?


  • Sesso maschile, con aumento del rischio nelle donne dopo la menopausa.
  • Sovrappeso e obesità, soprattutto con circonferenza del collo elevata.
  • Età adulta e avanzata.
  • Familiarità per il disturbo e conformazione anatomica sfavorevole delle vie aeree.
  • Ipertensione arteriosa, diabete di tipo 2, fibrillazione atriale.
  • Consumo di alcol, fumo e uso di sedativi.
  • Nei bambini, tonsille e adenoidi ingrossate e sovrappeso.

Come si fa la diagnosi: la polisonnografia



Il sospetto nasce dai sintomi e da questionari come la scala di Epworth, che misura la sonnolenza diurna. La diagnosi, però, si pone con un esame strumentale del sonno: il monitoraggio cardiorespiratorio notturno o, nei casi più complessi, la polisonnografia completa.

Si tratta di un esame indolore, eseguibile in laboratorio del sonno o a domicilio, che registra durante la notte il flusso d'aria, i movimenti del torace e dell'addome, la saturazione di ossigeno, la frequenza cardiaca, la posizione del corpo e il russamento; la polisonnografia aggiunge la registrazione dell'attività cerebrale e delle fasi del sonno.

Il risultato viene espresso con l'indice di apnea-ipopnea (AHI), cioè il numero di eventi respiratori per ora di sonno. In base a questo valore la sindrome viene classificata come lieve, moderata o grave: è la classificazione da cui dipende la scelta della terapia. Alla valutazione del sonno si affianca in genere una visita otorinolaringoiatrica per individuare eventuali ostruzioni anatomiche correggibili.

Cura e rimedi della sindrome delle apnee notturne



Il trattamento di riferimento nelle forme moderate e gravi è la CPAP (Continuous Positive Airway Pressure): un piccolo apparecchio che, attraverso una mascherina nasale o oronasale, eroga aria a pressione positiva continua e mantiene aperte le vie aeree durante tutta la notte. È una terapia non invasiva e altamente efficace: elimina le apnee, migliora la qualità del sonno e la sonnolenza diurna già nelle prime settimane e riduce i valori pressori e il rischio cardiovascolare. Richiede un periodo di adattamento e una regolazione accurata della maschera, ma i risultati dipendono soprattutto dalla costanza d'uso.

Le altre opzioni terapeutiche, da valutare con lo specialista, sono:
  • il calo di peso, che nelle persone in sovrappeso può ridurre in modo sostanziale il numero di apnee ed è sempre raccomandato, anche in associazione alla CPAP;
  • i dispositivi orali di avanzamento mandibolare, realizzati su misura dall'odontoiatra, indicati soprattutto nelle forme lievi e moderate o in chi non tollera la CPAP;
  • la terapia posizionale per chi presenta apnee solo dormendo in posizione supina;
  • la chirurgia, riservata a casi selezionati: adenotonsillectomia (risolutiva nella maggior parte dei bambini), correzione del setto nasale, interventi sul palato o di avanzamento maxillo-mandibolare;
  • la sospensione di alcol e sedativi nelle ore serali e il trattamento dell'ostruzione nasale.

Non esiste una terapia farmacologica delle apnee ostruttive: spray e cerotti nasali possono al massimo ridurre il russamento, ma non correggono le apnee e non vanno considerati una cura.

È possibile prevenire la sindrome delle apnee notturne?



Molti fattori di rischio sono modificabili, e agire su di essi è utile sia per prevenire sia per ridurre la gravità del disturbo.
  • Mantieni un peso corporeo adeguato: anche una riduzione contenuta del peso può migliorare sensibilmente la respirazione notturna.
  • Evita gli alcolici nelle ore serali e non assumere sedativi o sonniferi di tua iniziativa.
  • Smetti di fumare.
  • Cura l'ostruzione nasale cronica e le allergie respiratorie.
  • Mantieni orari di sonno regolari e dormi un numero sufficiente di ore.
  • Prova a dormire su un fianco anziché supino.
  • Se russi abitualmente e ti svegli stanco, o se il partner riferisce pause respiratorie, parlane con il medico e chiedi una valutazione del sonno: non aspettare che compaiano le complicanze.

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a uno specialista.

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