Poliposi nasale


Naso costantemente chiuso, olfatto che si spegne, sensazione di pesantezza al volto: sono i segnali con cui si manifesta la poliposi nasale, una malattia infiammatoria cronica del naso e dei seni paranasali che incide molto sulla qualità della vita ma che oggi dispone di terapie efficaci.

Che cos'è la poliposi nasale?



I polipi nasali sono formazioni a forma di goccia, di consistenza molle e di aspetto traslucido o perlaceo, che si sviluppano dalla mucosa delle cavità nasali e dei seni paranasali. Sono lesioni benigne: non sono tumori e non si trasformano in tumori.

Non sono però una malattia a sé: rappresentano la manifestazione visibile di una rinosinusite cronica con polipi, cioè di un'infiammazione persistente della mucosa respiratoria. I polipi di piccole dimensioni possono passare inosservati, mentre quelli più voluminosi ostruiscono progressivamente il passaggio dell'aria e il drenaggio dei seni paranasali.

L'ostruzione nasale porta a respirare con la bocca, anche di notte, ed è per questo che la poliposi si associa spesso a russamento e a disturbi respiratori del sonno. La malattia interessa soprattutto l'età adulta, con una frequenza maggiore negli uomini, ed è particolarmente comune in chi soffre di asma, allergie o sinusiti ricorrenti. Va detto con chiarezza che si tratta di una condizione cronica, con una spiccata tendenza a ripresentarsi anche dopo un trattamento efficace: per questo il percorso di cura prevede sempre una terapia di mantenimento e controlli nel tempo.

Quali sono le cause della poliposi nasale?



La mucosa che riveste il naso e i seni paranasali produce muco ed è ricoperta da ciglia, sottilissimi prolungamenti che si muovono in modo coordinato e spingono il muco verso la faringe. Questo sistema riscalda, umidifica e depura l'aria inspirata prima che raggiunga i polmoni. Quando la mucosa è sede di un'infiammazione cronica, si gonfia, produce più muco e finisce per formare estroflessioni: i polipi.

Le cause profonde di questa infiammazione non sono ancora del tutto chiarite. Nella maggior parte dei casi è coinvolto un particolare tipo di risposta immunitaria, detta infiammazione di tipo 2, la stessa che sta alla base dell'asma allergico. Sono stati identificati diversi fattori che aumentano il rischio.
  • Asma: una quota rilevante dei pazienti con poliposi è anche asmatica, e viceversa. Le due condizioni si influenzano a vicenda, tanto che trattare la poliposi migliora spesso anche il controllo dell'asma.
  • Intolleranza ai farmaci antinfiammatori non steroidei, in particolare all'acido acetilsalicilico. L'associazione fra poliposi, asma e reazione ai FANS configura un quadro noto come malattia respiratoria esacerbata dall'aspirina.
  • Rinite allergica e rinosinusite cronica.
  • Sinusite fungina allergica.
  • Fattori genetici e familiarità.
  • Fibrosi cistica: nei bambini la poliposi nasale è rara, e quando compare impone di escludere questa malattia.
  • Esposizione cronica a fumo di sigaretta, polveri e sostanze irritanti.

Poliposi nasale: quali sono i sintomi?



I polipi piccoli possono non dare alcun disturbo. Quando crescono, i sintomi diventano invece caratteristici e, soprattutto, persistenti: è questo che li distingue da un comune raffreddore, che si risolve in una settimana. Ecco i principali.
  • Ostruzione nasale continua, spesso bilaterale, con necessità di respirare a bocca aperta.
  • Riduzione o perdita dell'olfatto (iposmia e anosmia), con conseguente alterazione del gusto: è il sintomo più tipico della poliposi e spesso il più fastidioso per chi ne soffre.
  • Rinorrea, cioè naso che cola, e gocciolamento retronasale in gola.
  • Senso di pressione o di pienezza al volto, alla fronte e attorno agli occhi.
  • Mal di testa e dolori facciali.
  • Voce nasale.
  • Sonno disturbato, russamento, stanchezza diurna.
  • Sinusiti batteriche ricorrenti, con febbre e dolore facciale acuto.

Come si fa la diagnosi



La diagnosi è di competenza dell'otorinolaringoiatra. L'esame fondamentale è l'endoscopia nasale, eseguita in ambulatorio con una sottile fibra ottica: permette di vedere direttamente i polipi, di stabilirne sede ed estensione e di distinguerli da altre formazioni.

La TC dei seni paranasali completa la valutazione, mostra quanto sono coinvolti i seni ed è indispensabile per programmare un eventuale intervento. Vengono inoltre eseguiti i test allergologici, la valutazione della funzione olfattiva e, quando indicato, le prove di funzionalità respiratoria per individuare un'asma associata. Nei bambini con polipi nasali è d'obbligo il test del sudore per escludere la fibrosi cistica. Una formazione presente in una sola narice richiede sempre un approfondimento specifico.

Cura e rimedi per la poliposi nasale



L'obiettivo del trattamento è ridurre l'infiammazione, restituire la respirazione nasale e l'olfatto e prevenire le recidive. La terapia viene impostata dallo specialista e prevede più livelli.
  • I corticosteroidi per uso topico nasale, sotto forma di spray o di soluzioni per irrigazione, sono il cardine del trattamento e vanno usati con costanza e per periodi prolungati secondo lo schema indicato dal medico. Sono efficaci e ben tollerati.
  • Il cortisone per via orale viene impiegato a cicli brevi nelle riacutizzazioni e nelle forme più ostruttive, mai in modo continuativo e sempre su prescrizione.
  • I lavaggi nasali con soluzione salina, eseguiti quotidianamente, migliorano i sintomi e potenziano l'effetto dei farmaci topici.
  • Gli antibiotici hanno un ruolo limitato e sono riservati alle sovrainfezioni batteriche documentate.
  • La chirurgia endoscopica funzionale dei seni paranasali (FESS) è indicata quando la terapia medica non basta o i polipi sono voluminosi. È un intervento eseguito per via nasale, senza incisioni esterne; dopo l'operazione la terapia topica va comunque proseguita, perché la chirurgia rimuove i polipi ma non spegne l'infiammazione di fondo.
  • I farmaci biologici, anticorpi monoclonali diretti contro specifici mediatori dell'infiammazione di tipo 2, hanno cambiato la prospettiva nelle forme gravi e recidivanti: riducono le dimensioni dei polipi, migliorano l'olfatto e limitano il ricorso al cortisone orale e alla chirurgia. La loro prescrizione è riservata a centri specialistici e a pazienti selezionati.

Quando rivolgersi al medico



È opportuno un consulto specialistico quando il naso resta chiuso per più di dodici settimane, quando l'olfatto si riduce o scompare, quando le sinusiti si ripetono più volte l'anno o quando compaiono disturbi del sonno. Richiedono invece una valutazione urgente il gonfiore o l'arrossamento attorno all'occhio, i disturbi della vista, il mal di testa violento con febbre alta, la fuoriuscita di sangue da una sola narice: sono segnali rari, ma che vanno esclusi rapidamente.

Poliposi nasale: prevenzione



Non esiste un modo certo per impedire la formazione dei polipi, ma è possibile ridurre l'infiammazione cronica che li favorisce e limitare le recidive.
  • Tieni sotto controllo le condizioni predisponenti: asma, allergie respiratorie, rinosinusite cronica. Curarle bene è la misura preventiva più efficace.
  • Evita l'esposizione a fumo attivo e passivo, sostanze inquinanti, polveri e vapori irritanti.
  • Esegui regolarmente i lavaggi nasali con soluzione salina: sono semplici, economici e realmente utili.
  • Mantieni un'adeguata umidità dell'aria negli ambienti chiusi, soprattutto in inverno quando i riscaldamenti seccano l'aria, e arieggia spesso le stanze.
  • Se hai avuto reazioni ai farmaci antinfiammatori, segnalalo sempre al medico e non assumerli di tua iniziativa.
  • Non interrompere la terapia di mantenimento appena stai meglio: è l'errore che più spesso porta alla ricomparsa dei polipi.

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a uno specialista.

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