Otite
L'otite è una delle cause più frequenti di dolore all'orecchio, sia negli adulti sia, soprattutto, nei bambini piccoli. In questa guida vediamo come riconoscere i sintomi delle diverse forme di otite, quali sono le cause, quando è davvero necessario l'antibiotico e che cosa si può fare per prevenirla.
Che cos'è l'otite?
L'otite è un'infiammazione dell'orecchio, che può essere di origine virale, batterica o, più raramente, fungina. A seconda della parte dell'orecchio coinvolta si distinguono soprattutto due forme:
- otite esterna;
- otite media (acuta o catarrale, detta anche effusiva).
Otite esterna
Questa forma interessa il condotto uditivo esterno, il canale che collega il padiglione auricolare al timpano. Il canale può infiammarsi per l'azione di batteri, per il contatto con acqua contaminata o con sostanze irritanti, ma anche a causa di piccoli tagli e microtraumi provocati durante le operazioni di pulizia. È per questo che l'otite esterna viene spesso chiamata "orecchio del nuotatore".
Otite media
L'otite media interessa la cavità che si trova dietro la membrana timpanica, dove può accumularsi liquido. Il ristagno favorisce la moltiplicazione di virus e batteri ed è molto spesso una complicanza delle infezioni respiratorie. Può dipendere da un cattivo funzionamento della tuba di Eustachio, che non riesce a drenare il muco, oppure dalla risalita dei germi dalle vie aeree superiori. È particolarmente frequente nei bambini fra i 6 e i 24 mesi, perché in quell'età la tuba di Eustachio è più corta e orizzontale rispetto a quella dell'adulto.
Quali sono le cause dell'otite?
I fattori che possono causare l'otite sono diversi e cambiano a seconda della forma.
Le cause dell'otite esterna
I fattori che determinano le cause dell'otite esterna sono:
- il contatto con batteri presenti in acque contaminate, come Pseudomonas aeruginosa e Staphylococcus aureus;
- miceti, come Candida albicans e Aspergillus;
- dermatite seborroica ed eczema del condotto;
- virus della famiglia degli herpes;
- allergie da contatto;
- sostanze che ristagnano nell'orecchio: shampoo, sudore, tappi di cerume;
- traumi dovuti a fattori esterni, come l'uso di cotton fioc per la pulizia del canale uditivo.
Le cause dell'otite media
Le cause dell'otite media vanno ricercate nelle infezioni delle vie aeree superiori (raffreddore, faringite, influenza), che favoriscono la risalita dei germi lungo la tuba di Eustachio. Questa forma di otite è causata soprattutto da:
- batteri: Streptococcus pneumoniae, Haemophilus influenzae, Moraxella catarrhalis;
- virus respiratori;
- allergie e riniti croniche;
- ingrossamento delle adenoidi;
- alcune condizioni predisponenti, come la sindrome di Down o la palatoschisi, che alterano la funzione della tuba.
Quali sono i sintomi dell'otite?
È possibile riconoscere i sintomi dell'otite a seconda della forma.
I sintomi dell'otite esterna
I disturbi che accompagnano l'otite esterna possono durare pochi giorni oppure persistere per settimane. La loro comparsa indica che è opportuno consultare il medico e sottoporsi a una visita. I sintomi a cui fare attenzione sono i seguenti:
- dolore all'orecchio, che aumenta muovendo il padiglione o masticando;
- irritazione e prurito nel canale uditivo;
- fuoriuscita di pus o liquido dall'orecchio;
- sensazione di pressione o di orecchio tappato;
- ingrossamento dei linfonodi davanti o dietro l'orecchio;
- riduzione dell'udito.
I sintomi dell'otite media
L'otite media può comparire anche in lattanti che non sono ancora in grado di comunicare il dolore: per questo bisogna prestare attenzione ai segnali indiretti. Nei bambini piccoli i sintomi sono:
- pianto inconsolabile, soprattutto da sdraiati;
- tendenza a toccarsi o a tirarsi ripetutamente l'orecchio;
- irritabilità e sonno disturbato;
- febbre, raffreddore e tosse;
- inappetenza, talvolta vomito o diarrea;
- scarsa reattività ai suoni.
Ecco invece i sintomi più frequenti negli adulti:
- dolore e senso di tensione all'orecchio;
- febbre e malessere generale;
- fischi, ronzii e sensazione di tappo all'orecchio;
- fuoriuscita di liquido o di pus;
- calo dell'udito, di solito lieve e transitorio;
- nei casi più gravi, perforazione della membrana timpanica, che tipicamente si accompagna a un'improvvisa riduzione del dolore.
Come si fa la diagnosi
La diagnosi di otite è clinica e si basa sull'otoscopia, cioè sull'osservazione diretta del condotto uditivo e della membrana timpanica con uno strumento dotato di luce e lente di ingrandimento. Nell'otite media il timpano appare arrossato, opaco o estroflesso; nell'otite esterna il condotto si presenta gonfio e dolente.
Se il disturbo è ricorrente, se persiste un calo dell'udito o se il liquido dietro il timpano non si riassorbe, lo specialista otorinolaringoiatra può richiedere esami di approfondimento come l'impedenzometria e l'esame audiometrico, utili a misurare la funzione della tuba di Eustachio e il grado di ipoacusia.
Cura e rimedi per l'otite
Molte otiti, soprattutto quelle di origine virale, guariscono spontaneamente in pochi giorni e non richiedono antibiotici. Per questo, nelle forme non complicate, il medico può scegliere un'attesa vigile di 48-72 ore, controllando l'andamento dei sintomi. Il dolore e la febbre si trattano con antidolorifici e antipiretici comuni, seguendo le indicazioni del medico o del farmacista: nei bambini la scelta del farmaco e delle dosi spetta sempre al pediatra.
Gli antibiotici sono indicati quando l'infezione è verosimilmente batterica, nei bambini molto piccoli, in caso di febbre elevata, sintomi che non migliorano o interessamento di entrambe le orecchie: la decisione spetta al medico, e la terapia va portata a termine per tutta la durata prescritta anche se i sintomi migliorano prima.
Nell'otite esterna il trattamento è in genere locale, con gocce auricolari a base di antibiotico e cortisone o, nelle forme fungine, con antimicotici. È importante mantenere l'orecchio asciutto, evitare di introdurre bastoncini e sospendere temporaneamente l'uso di apparecchi acustici, tappi e auricolari. Le gocce non vanno mai usate di propria iniziativa se si sospetta una perforazione del timpano.
Quando rivolgersi subito al medico
È opportuno un controllo tempestivo, o l'accesso al Pronto Soccorso, se il dolore è molto intenso e non risponde agli antidolorifici, se compare febbre alta persistente, se si osserva gonfiore o arrossamento dell'osso dietro l'orecchio, se il padiglione appare spostato in avanti, se compaiono vertigini intense, paralisi di un lato del viso o forte mal di testa con rigidità del collo. Sono segnali rari ma importanti, che possono indicare una complicanza come la mastoidite. Attenzione anche a un calo dell'udito che non si risolve dopo la guarigione dell'episodio acuto.
Come prevenire l'otite?
A seconda della forma di otite valgono misure di prevenzione diverse.
Prevenzione dell'otite esterna
- Evita di pulire il canale uditivo con cotton fioc o con qualunque oggetto che possa causare microtraumi: il cerume si elimina da solo e ha una funzione protettiva.
- Mantieni le orecchie asciutte, tamponandole delicatamente dopo il bagno o la doccia.
- Se nuoti spesso, valuta l'uso di tappi adatti alla piscina.
- Se avverti la presenza di un tappo di cerume non rimuoverlo da solo: fallo verificare dal medico, che potrà rimuoverlo in sicurezza.
- Se soffri di allergie da contatto, elimina i prodotti e gli oggetti che scatenano la reazione.
Prevenzione dell'otite media
Prevenire l'otite media nei bambini non è sempre possibile, ma alcune buone abitudini riducono in modo significativo il rischio di infezioni ricorrenti.
- Verifica che il bambino abbia effettuato le vaccinazioni previste, in particolare quella contro lo pneumococco e quella antinfluenzale.
- Non esporre il bambino al fumo di tabacco, nemmeno passivo.
- Quando possibile, favorisci l'allattamento al seno nei primi mesi.
- Limita l'uso del ciuccio dopo i 6-12 mesi e non far bere il lattante in posizione completamente sdraiata.
- Cura con attenzione i raffreddori e le riniti allergiche, che favoriscono la disfunzione della tuba di Eustachio.
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a uno specialista.
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