La tosse
Che cos'è la tosse
La tosse è uno dei principali motivi per cui gli italiani si rivolgono al proprio medico. La prima cosa da chiarire è che la tosse non è una malattia ma un sintomo, e prima ancora un riflesso di difesa: si attiva ogni volta che qualcosa irrita le mucose delle vie respiratorie, cioè della gola, della laringe, della trachea o dei bronchi. Il meccanismo sfrutta un getto d'aria ad altissima velocità per espellere polvere, fumo, catarro o corpi estranei che ostacolano il normale flusso dell'aria.
Poiché è un sintomo, la tosse può avere origini molto diverse ed è sempre l'origine, non la tosse in sé, a dover essere individuata. La causa più comune in assoluto è l'infiammazione delle vie aeree (tracheite, faringite, laringite, bronchite) come conseguenza di malattie da raffreddamento e di infezioni virali o batteriche. Altre cause frequenti sono le reazioni allergiche, l'asma, il reflusso gastroesofageo, il gocciolamento nasale posteriore e l'esposizione a fumo, polveri, sostanze chimiche e inquinamento atmosferico.
Tosse acuta, subacuta e cronica
La durata è il criterio più utile per orientarsi, molto più della sensazione soggettiva di intensità.
- La tosse acuta dura fino a tre settimane ed è quasi sempre la conseguenza di un'infezione virale delle vie respiratorie. Si risolve da sola con il guarire dell'infezione.
- La tosse subacuta dura dalle tre alle otto settimane: spesso è la coda di un'infezione ormai superata, la cosiddetta tosse post-infettiva, che può persistere a lungo per l'ipersensibilità residua delle vie aeree.
- La tosse cronica dura oltre otto settimane negli adulti e va sempre valutata dal medico. Le cause più frequenti non sono le infezioni ma l'asma, il reflusso gastroesofageo, la rinite con gocciolamento retronasale, il fumo di sigaretta e l'assunzione di alcuni farmaci per l'ipertensione (gli ACE-inibitori danno una tosse secca tipica, che scompare sospendendo il farmaco su indicazione del medico).
Una tosse che si ripresenta con recidive ripetute, o che si accompagna ad altri sintomi, merita attenzione perché può essere il segnale di una patologia respiratoria o cardiaca da approfondire. Quando la tosse compare solo di giorno e scompare completamente durante il sonno, si può trattare di una tosse psicogena o abitudinaria, frequente soprattutto negli adolescenti e in periodi emotivamente impegnativi: anche in questo caso la diagnosi va posta dal medico, per esclusione.
Tosse grassa o tosse secca
La tosse si suddivide in due tipologie facilmente riconoscibili, e distinguerle è essenziale perché il trattamento è diverso, in certi casi addirittura opposto:
- la tosse grassa è caratterizzata dalla secrezione di muco e catarro ed è anche detta "produttiva". Il colpo di tosse è in questo caso un meccanismo di pulizia utile: espelle le secrezioni che, se trattenute, favorirebbero il ristagno dei germi e l'ostruzione delle vie aeree. Il suono cavernoso non deve preoccupare, e soprattutto questo tipo di tosse non va soppresso;
- la tosse secca non si accompagna a emissione di catarro e per questo viene detta "improduttiva". Può essere di natura allergica, irritativa o virale, e nel corso di un raffreddore evolve spesso in tosse grassa dopo qualche giorno. Se è soffocante, accompagnata da un suono stridulo durante l'inspirazione e da abbassamento della voce, l'origine è probabilmente un'infiammazione della laringe. Se è insistente e accompagnata da pizzicore alla gola, l'infiammazione riguarda più verosimilmente faringe, trachea o bronchi. Una tosse stizzosa e spasmodica, che peggiora di notte, dopo l'esercizio fisico o in presenza di allergeni, orienta invece verso un'origine allergica o asmatica.
Quando rivolgersi al medico
Nella maggior parte dei casi la tosse si risolve spontaneamente. È però necessario consultare il medico, e in alcune situazioni recarsi in Pronto Soccorso, quando la tosse:
- dura più di tre settimane senza tendenza al miglioramento;
- si accompagna a difficoltà respiratoria, respiro sibilante, dolore al torace o labbra bluastre;
- è accompagnata da sangue nell'espettorato;
- si associa a febbre elevata e persistente, sudorazioni notturne o calo di peso non spiegato;
- compare in modo improvviso e violento dopo che il bambino stava giocando con oggetti piccoli, situazione che fa sospettare l'inalazione di un corpo estraneo;
- interessa un lattante di pochi mesi, in cui il respiro diventa frequente e faticoso;
- compare in una persona che fuma da anni e cambia caratteristiche rispetto alla solita tosse mattutina.
Come si cura la tosse
La cura vera della tosse è la cura della causa. Anche se molti prodotti per la tosse sono farmaci da banco, è sempre opportuno chiedere consiglio al medico o al farmacista, perché usare la categoria sbagliata può peggiorare la situazione.
I sedativi della tosse, o antitussigeni, agiscono deprimendo il riflesso della tosse a livello centrale. Rientrano in questa categoria la codeina, il destrometorfano, la levodropropizina e altre molecole affini. Possono essere utili solo nella tosse secca, insistente e disturbante, in particolare quando impedisce di dormire. Non vanno mai usati quando la tosse è produttiva: bloccare il riflesso in presenza di catarro impedisce di eliminare le secrezioni, che ristagnano nelle vie aeree e favoriscono le complicanze. Per lo stesso motivo non ha alcun senso associare un sedativo della tosse a un mucolitico.
Un'avvertenza particolare riguarda i bambini: i sedativi della tosse non vanno somministrati ai bambini piccoli senza indicazione del pediatra. I medicinali a base di codeina sono controindicati sotto i 12 anni, e nei bambini più piccoli i farmaci per la tosse hanno un rapporto fra benefici e rischi sfavorevole. Nel bambino la tosse è quasi sempre un meccanismo utile: idratazione, lavaggi nasali con soluzione fisiologica e pazienza sono in genere la strategia migliore.
I mucolitici e gli espettoranti - fra cui acetilcisteina, ambroxolo e carbocisteina - hanno un meccanismo completamente diverso: rendono il muco più fluido e ne facilitano l'espulsione. Sono impiegati nella tosse grassa, ma la loro efficacia è modesta e vanno usati solo su indicazione medica; non sono indicati nei bambini sotto i due anni, nei quali possono aumentare l'ingombro delle secrezioni.
Nelle infezioni virali, che sono la stragrande maggioranza, gli antibiotici non servono e non accorciano la durata della tosse: la loro prescrizione spetta al medico e riguarda solo le forme batteriche documentate. Quando la tosse dipende da asma, allergia o reflusso, la terapia è quella della malattia di base.
Norme di comportamento in caso di tosse
Alcune semplici abitudini aiutano ad alleviare il disturbo e a non prolungarne la durata.
- Non fumare e, se non riesci a smettere, evita comunque di fumare in luoghi chiusi e in presenza di altre persone: il fumo passivo è una causa importante di tosse nei bambini;
- presta attenzione all'umidità ambientale di casa e del luogo di lavoro, mantenendola indicativamente fra il 40% e il 60%. In inverno i riscaldamenti seccano l'aria: possono aiutare le vaschette di ceramica sui termosifoni o un umidificatore elettrico, che va però pulito con cura per evitare la proliferazione di muffe e batteri;
- non ricorrere ai farmaci al primo colpo di tosse: mascherare i sintomi può ritardare una diagnosi corretta;
- è utile bere molti liquidi, caldi o a temperatura ambiente, per fluidificare le secrezioni e mantenere idratate le mucose della gola;
- arieggia gli ambienti più volte al giorno ed evita gli sbalzi bruschi di temperatura;
- prova a dormire con la testata del letto leggermente rialzata o con un cuscino in più, soprattutto se la tosse peggiora da sdraiato o se soffri di reflusso.
Rimedi naturali e rimedi della nonna
I rimedi domestici non curano la causa, ma possono dare un sollievo reale, soprattutto nelle forme da raffreddamento. Il più documentato è il miele: sciolto in una bevanda calda, ha un effetto emolliente sulla gola e riduce la frequenza dei colpi di tosse, con un'efficacia paragonabile a quella di molti sciroppi da banco. Attenzione però: il miele non va mai dato ai bambini sotto l'anno di età, per il rischio di botulismo infantile.
Nella tradizione popolare si usano infusi calmanti a base di fiori di lavanda e di menta per la tosse spasmodica, e decotti di lichene d'Islanda o di altea per la tosse secca e irritativa: entrambe queste piante contengono mucillagini che formano una pellicola protettiva sulle mucose infiammate. Anche lo zenzero, in infuso con limone e miele, viene tradizionalmente impiegato per il suo effetto lenitivo.
I suffumigi restano un classico: basta una pentola d'acqua calda e un asciugamano per creare l'effetto tenda, eventualmente con camomilla o timo. Vanno però evitati nei bambini piccoli per il concreto rischio di ustioni.
Due avvertenze importanti sui rimedi fitoterapici. La liquirizia ha proprietà emollienti e antinfiammatorie sulle mucose, ma un consumo prolungato o abbondante può far salire la pressione arteriosa ed è sconsigliata a chi soffre di ipertensione. La squilla marittima, citata in alcune preparazioni tradizionali per il catarro, contiene sostanze ad azione cardiaca e non va utilizzata in autonomia. In generale, "naturale" non significa "privo di effetti": parlane con il medico o con il farmacista, soprattutto se assumi altre terapie o sei in gravidanza.
Alimentazione per la tosse
L'alimentazione non cura la tosse, ma può renderla più sopportabile e sostenere le difese dell'organismo. Ecco alcune indicazioni pratiche:
- il miele ha un'azione emolliente, soprattutto se assunto in tisane o tè caldi (mai sotto l'anno di età);
- la vitamina C di agrumi, kiwi, mirtilli, cachi, peperoni e verdure a foglia contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario;
- frutta e verdura ricche d'acqua aiutano a mantenere una buona idratazione, che è il modo più semplice ed efficace di fluidificare il catarro;
- carne, legumi, cereali integrali e frutti di mare apportano zinco, utile nelle sindromi da raffreddamento;
- modera i cibi molto grassi e i fritti, che appesantiscono la digestione e possono favorire il reflusso;
- evita le bevande molto fredde o gassate e limita alcolici e caffè, che irritano le vie aeree e disidratano;
- se soffri di reflusso, non coricarti nelle due-tre ore successive ai pasti: è una delle misure più efficaci contro la tosse notturna.
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a uno specialista.
Roberta Jerace

