Raffreddore
Cos'è il raffreddore, come si contrae e quali sono i suoi sintomi principali. Vediamo inoltre quali sono le cure farmacologiche e naturali cui è bene affidarsi.
Con l'arrivo dell'autunno e l'abbassamento delle temperature inizia anche il periodo delle malattie. Uno dei malanni più infidi che è possibile contrarre è senza dubbio il raffreddore. Questa malattia porta con sé numerosi altri problemi se non viene trattata adeguatamente. In questa guida vedremo di spiegare bene come si contrae il raffreddore, quali sono i sintomi, come si cura e quanto dura.
Prima di tutto è bene sapere che il raffreddore non è altro che un'infiammazione delle vie aeree. Ciò significa che colpisce principalmente naso, gola e trachea. Per questo può spesso essere accompagnato da tosse. Contrariamente a molte altre patologie, non esiste un vaccino che permetta di prevenirlo, né una cura specifica. Per questi motivi è anche una delle infezioni più diffuse, poiché colpisce gli adulti dalle due alle quattro volte l'anno e i ragazzi in età scolare fino a dodici volte l'anno. Esistono, però, dei comportamenti che si possono seguire per abbassare il livello di probabilità di contagio. Vediamo quindi di entrare nello specifico di tale tematica.
Cos'è il raffreddore
Il raffreddore è una malattia infettiva causata dall'infiammazione delle mucose. Non è pericolosa, ma è altamente contagiosa e in una minoranza di casi può complicarsi. L'infiammazione della mucosa, infatti, può aprire la strada a infezioni batteriche secondarie, come sinusite, otite media o, più raramente, bronchite e polmonite: si tratta però di eventualità poco frequenti nelle persone sane.
La sua origine risale all'antichità, ma i virus responsabili sono stati identificati solo intorno alla metà del Novecento. È importante non confondere questa malattia con l'influenza. Quest'ultima esordisce bruscamente e si accompagna quasi sempre a febbre elevata, mal di testa, dolori muscolari diffusi e forte spossatezza. Nel raffreddore prevalgono invece i sintomi nasali: la febbre, quando è presente, è di solito modesta e il malessere generale molto più contenuto.
Come si contrae il raffreddore
Sono in molti a credere che il raffreddore si possa contrarre solo attraverso una prolungata esposizione al freddo o comunque ad eventi atmosferici. In realtà questo non è vero. Non è infatti il freddo a causare il raffreddore, ma sono i virus presenti nell'aria a farlo. È vero però che molti di questi si presentano più spesso durante le stagioni fredde. Ne esistono altri, però, che si trasmettono anche in primavera.
Ciò che si sa è che la maggior parte dei pazienti viene contagiata dai rinovirus. Si tratta di virus che penetrano nelle mucose nasali e si riproducono al loro interno. Ne esistono oltre cento sierotipi diversi, e questo spiega perché ci si possa ammalare più volte nella stessa stagione: l'immunità acquisita vale solo per il sierotipo incontrato. Sulle superfici possono resistere per alcune ore. Per questi motivi, le probabilità di infezione sono direttamente proporzionali al tempo di esposizione agli agenti contaminanti.
Tra le cause del raffreddore può esserci anche lo stress. È meglio spiegare bene questa parte. Lo stress di per sé non può causare il raffreddore, come del resto non lo causa il freddo. Può però portare ad un abbassamento delle difese immunitarie. A tale riguardo è bene ricordare una ricerca effettuata dall'università di Maastricht. Questa ha rivelato come l'eccessiva tensione in ufficio aumenta fino al 20% la possibilità di ammalarsi di raffreddore.
Quali sono i sintomi del raffreddore?
I primi sintomi che avverte una persona affetta da raffreddore sono infreddolimento e frequenti starnuti. In questa fase le secrezioni nasali sono inizialmente acquose. È così che si ha il classico naso che cola. Questo stato di salute porta inizialmente ad un peggioramento dello stile di vita. Infatti si sente sempre il bisogno di soffiarsi il naso, non si riesce a dormire, la voce si fa più roca, si può avere mal di testa, gli occhi diventano lucidi e si perde anche il gusto, poiché in bocca si avverte un sapore sgradevole. Tutto ciò rende difficile concentrarsi sulle attività giornaliere.
Dopo due-tre giorni si iniziano ad avere i primi miglioramenti. Le secrezioni passano da acquose a più dense e possono assumere un colore giallastro o verdastro: contrariamente a quanto si crede, questo non è segno di infezione batterica né un motivo per assumere antibiotici, ma il normale effetto dei globuli bianchi richiamati nella mucosa. Il respiro migliora e la tosse tende a sparire o comunque ad attenuarsi. Il raffreddore dura in media dai cinque ai dieci giorni, e una tosse residua può protrarsi anche per due o tre settimane. Se entro questo lasso di tempo non si assiste ad un miglioramento, o comunque la malattia supera le due settimane, potrebbe non trattarsi di un semplice raffreddore. In questi casi è bene consultare il medico. In generale, se si accusa questa patologia per più di cinque volte l'anno è bene fare una visita. I sintomi del raffreddore, infatti, potrebbero essere scambiati per qualcos'altro, come, ad esempio, un'allergia.
Come prevenire il raffreddore
Esistono dei vaccini che possono aiutare a prevenire l'insorgere del raffreddore? La risposta è no. Sono troppi i virus che possono causare questa malattia per poter creare una medicina ad hoc. Ci sono però alcuni comportamenti che si possono seguire per cercare di limitare il problema.
Il metodo più semplice è quello di lavarsi spesso le mani con soluzioni disinfettanti dopo aver avuto contatti con una persona ammalata, ma non solo in quel caso. È bene seguire questa procedura anche dopo essersi soffiati il naso. È inoltre consigliabile non toccarsi occhi o faccia dopo essere entrati in contatto con oggetti toccati a loro volta da persone con il raffreddore, evitare di stringere la mano a chi è raffreddato ed evitare luoghi chiusi dove è presente o è stato presente qualche malato. Come abbiamo già affermato, infatti, i rinovirus sono in grado di sopravvivere circa tre ore sulla pelle o sulla superficie di oggetti contaminati. Per lo stesso motivo è utile pulire con regolarità le superfici più toccate, come maniglie, telefoni e tastiere.
È bene poi, consumare molta frutta e verdura che contengano vitamine adatte a rinforzare il proprio sistema immunitario. Sugli integratori, e in particolare sulla vitamina C, conviene invece avere aspettative realistiche: gli studi disponibili non dimostrano che l'assunzione abituale eviti di ammalarsi, al massimo si osserva una riduzione minima della durata dei sintomi. Meglio puntare su un'alimentazione varia e chiedere al medico prima di ricorrere a integratori.
In generale, è bene condurre una vita sana ed evitare lo stress. Abbiamo infatti detto che quest'ultimo abbassa le difese immunitarie. Quindi, fare attività fisica, dormire bene e condurre una vita facendo le cose che si ama, per quanto possa sembrare un consiglio stupido, ha enormi effetti positivi sullo stato di salute delle persone.
Come curare il raffreddore
Non esiste una cura specifica per il raffreddore. Nella sua forma più lieve, così come compare, scompare da solo senza l'ausilio dei farmaci. Tuttavia esistono rimedi per alleviarne i sintomi. Il primo, e il più innocuo, sono i lavaggi nasali con soluzione fisiologica o salina, che liberano il naso senza alcun effetto collaterale e si possono usare a ogni età. Molto diffusi sono anche gli spray o le gocce nasali a base di decongestionanti vasocostrittori, che riducono il gonfiore della mucosa: vanno però usati per pochi giorni, perché un impiego prolungato provoca l'effetto opposto, cioè una congestione di rimbalzo. Non sono consigliabili se si soffre di pressione alta, diabete o ipertiroidismo e non vanno somministrati ai bambini piccoli senza indicazione del pediatra. Anche le comuni caramelle balsamiche o le pastiglie per la gola possono dare sollievo al bruciore, pur non agendo sul virus. Se i sintomi sono particolarmente fastidiosi si possono assumere antipiretici o antinfiammatori da banco, chiedendo consiglio al medico o al farmacista.
Un errore comune è quello di ricorrere agli antibiotici per risolvere questo problema di salute. Gli antibiotici agiscono soltanto sui batteri, mentre il raffreddore è causato da virus: non accorciano la malattia, non prevengono le complicanze e il loro uso improprio favorisce la comparsa di batteri resistenti. Vale anche per il muco denso e colorato, che non è di per sé un'indicazione all'antibiotico. È particolarmente sconsigliato usare antibiotici nei bambini raffreddati: oltre a non produrre alcun beneficio, espongono a effetti indesiderati. Gli antistaminici, dal canto loro, sono farmaci per le allergie e nel raffreddore comune hanno un'utilità molto limitata. La decisione di prescrivere un antibiotico spetta comunque solo al medico, che la prende quando sospetta una vera complicanza batterica.
A questi rimedi si possono aggiungere quelli che comunemente vengono chiamati "della nonna". Non è sbagliato assumere brodo caldo quando si è raffreddati: il calore e i liquidi danno un sollievo reale ai sintomi, anche se non agiscono sull'infezione. Allo stesso modo il latte caldo con il miele o una bevanda calda con miele e limone possono attenuare il mal di gola e la tosse. Il miele non va però mai dato ai bambini sotto l'anno di età, per il rischio di botulismo infantile. Da evitare, invece, i rimedi a base di alcol come il vino caldo, del tutto privi di utilità e potenzialmente dannosi. In sintesi: si tratta di rimedi che possono farci stare meglio, non di cure che accorciano il raffreddore.
Come lenire gli effetti del raffreddore
Vediamo ora come comportarsi nel caso si fosse soggetto ad un attacco di raffreddore. La prima cosa da fare è concedersi del riposo mettendosi sotto le coperte e cercando di dormire un po'. Molto spesso, infatti, il raffreddore può essere un sintomo di stanchezza o di stress. In secondo luogo è consigliabile assumere molti liquidi per mantenere una giusta idratazione del corpo. Non solo acqua, ma anche tè, tisane, succhi di frutta o spremute. Il motivo è presto spiegato: quando siamo raffreddati sudiamo di più e perdiamo più liquidi. In terzo luogo è meglio evitare il fumo di sigaretta. Questo consiglio sembra banale, ma quasi nessuno lo segue. È bene sapere che il fumo irrita ulteriormente le mucose e indebolisce le difese locali, favorendo un decorso più lungo e le complicazioni. Infine, è bene soffiarsi spesso il naso per evitare il ristagno prolungato delle secrezioni nel naso e nella faringe.
Quando rivolgersi al medico
Il raffreddore comune non richiede quasi mai una visita. È però opportuno sentire il medico se i sintomi non accennano a migliorare dopo dieci giorni, se peggiorano nettamente dopo un'iniziale ripresa, se compare febbre alta che dura più di tre giorni, se il dolore al volto fa sospettare una sinusite, oppure se il naso chiuso è presente tutto l'anno e il disturbo somiglia più a una rinite allergica o cronica.
Richiedono invece una valutazione medica urgente, o il ricorso al pronto soccorso, alcuni sintomi d'allarme:
- difficoltà a respirare, respiro affannoso o rumoroso
- dolore toracico
- incapacità di deglutire la saliva o gonfiore del collo
- febbre alta persistente, stato confusionale, forte disidratazione
- nel lattante e nel bambino piccolo: rifiuto di bere, sonnolenza marcata, rientramenti del torace durante il respiro
Attenzione anche alle persone più fragili - anziani, immunodepressi, malati cronici di cuore o di polmone - nelle quali un banale raffreddore può complicarsi più facilmente e merita quindi maggiore prudenza.
Si può chiedere la malattia al lavoro per il raffreddore?
Prima di lasciarci permettimi di rispondere ad un quesito che potrebbe interessare molti lavoratori. Chi soffre di raffreddore può assentarsi dal lavoro per malattia? Diciamo subito che, per poter essere riconosciuta la malattia, il medico curante deve asserire che il raffreddore causa uno stato di incapacità lavorativa. In questo caso è il dottore a stabilire per quanto tempo il paziente può assentarsi.
Può anche avvenire che il lavoratore soffra di rinite cronica. In questa circostanza ci si può assentare se ci si deve sottoporre ad un trattamento in regime di day hospital o comunque se la cura si rivela incompatibile con l'orario di lavoro.
In linea generale, secondo l'Inps in tutti i casi sopra menzionati si può chiedere la malattia, indipendentemente dalla patologia da cui si è affetti.
Ora hai un quadro chiaro di come si contrae il raffreddore e come si cura. Per approfondire i singoli trattamenti puoi leggere la guida su come curare il raffreddore. L'augurio è che tu debba usare i rimedi qui descritti il meno possibile.
Davide Luciani
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a uno specialista.

