Cure per il mal di gola

di Nicolina Leone - Da sempre il mal di gola è annoverato tra i disturbi che arrecano maggiore fastidio al paziente: fa male deglutire, si dorme peggio e anche parlare diventa faticoso.

Solitamente si tratta di un malanno stagionale che non desta particolari preoccupazioni e che si risolve da solo in pochi giorni. Chi lo desidera può anche provare a ricorrere ai cosiddetti rimedi naturali contro il mal di gola, tenendo presente che offrono sollievo ai sintomi ma non agiscono sull'infezione.

Come curare i sintomi del mal di gola

Non esiste una soluzione unica valida per tutti. Nella grande maggioranza dei casi il mal di gola ha un'origine virale: la terapia è quindi soltanto sintomatica e punta ad alleviare il dolore in attesa della guarigione spontanea. Le prime cure sono i farmaci da banco, che leniscono il bruciore e svolgono una blanda azione antisettica locale.

Prima ancora dei farmaci vale la pena ricordare le misure più semplici, che non hanno controindicazioni: bere spesso, preferire cibi morbidi e tiepidi, evitare fumo e alcol, riposare la voce e umidificare gli ambienti riscaldati. Nei casi in cui il perdurare e l'intensità del disturbo facciano sospettare un'origine batterica, il medico può decidere il ricorso agli antibiotici, eventualmente associati ad antinfiammatori.

Contro la gola secca

Uno dei sintomi principali della faringite acuta è la sensazione di gola secca, particolarmente fastidiosa al risveglio. Dormire in un ambiente con un tasso di umidità adeguato è un ottimo modo per limitarla. Un umidificatore può essere utile quando il riscaldamento è acceso e l'aria di casa diventa molto secca; in alternativa bastano una bacinella d'acqua sul termosifone e un'areazione regolare delle stanze. Anche bere piccole quantità di liquidi durante la giornata e respirare con il naso invece che con la bocca aiuta a mantenere umide le mucose.

Antisettici e prodotti da banco

Di prodotti antisettici per il cavo orale ne esistono davvero molti, e scegliere quello giusto può sembrare complicato.

Solitamente i principi attivi su cui si basano non cambiano molto: variano piuttosto la formulazione e gli eccipienti, ed è proprio per questo che conviene accertarsi per tempo di eventuali allergie leggendo l'etichetta.

Spray per uso orale, pastiglie da sciogliere in bocca, collutori, caramelle balsamiche: le confezioni riportano sempre indicazioni, avvertenze e controindicazioni, che vanno lette prima dell'uso.

Si tratta di prodotti da banco che non richiedono ricetta medica e che sono adatti ai casi di mal di gola di lieve intensità e breve durata. Vanno usati per periodi limitati e con cautela nei bambini, per i quali molte formulazioni non sono indicate: in caso di dubbio il riferimento resta il pediatra o il farmacista.

Farmaci antinfiammatori

A prescindere dalla causa, nel mal di gola siamo comunque di fronte a un fenomeno locale d'infiammazione. Per questo possono essere utili gli antinfiammatori, che attenuano il dolore e rendono la deglutizione meno penosa, oppure un semplice antipiretico-antidolorifico se è presente febbre.

Esistono formulazioni ad applicazione locale, come le pastiglie e gli spray a base di flurbiprofene o di altri antinfiammatori non steroidei, e formulazioni sistemiche da assumere per bocca. La scelta, le eventuali controindicazioni e la durata del trattamento vanno valutate con il medico o il farmacista, soprattutto in presenza di problemi gastrici, renali o cardiovascolari, in gravidanza e nei bambini.

Quando serve davvero l'antibiotico

È il punto su cui si fa più confusione. Gli antibiotici agiscono soltanto sui batteri: se il mal di gola è di origine virale non hanno alcun effetto, non accorciano la malattia e non prevengono l'eventuale comparsa di una sovrainfezione batterica. Assumerli per sicurezza è quindi una scelta sbagliata, che espone a effetti indesiderati e favorisce la diffusione di batteri resistenti.

L'antibiotico è indicato solo nelle forme batteriche documentate, in primo luogo nella faringotonsillite da streptococco beta-emolitico di gruppo A. Il sospetto nasce da criteri clinici precisi - febbre, essudato sulle tonsille, linfonodi del collo ingrossati e dolenti, assenza di tosse e raffreddore - e viene confermato, quando serve, da un tampone faringeo con test rapido o esame colturale. Le placche in gola, da sole, non provano nulla: compaiono anche in molte forme virali. La prescrizione, la scelta della molecola e la durata del ciclo spettano al medico, e la terapia va portata a termine anche se i sintomi migliorano prima.

Quando rivolgersi al medico

Conviene farsi visitare se il mal di gola dura più di una settimana senza migliorare, se la febbre alta persiste oltre tre giorni, se gli episodi si ripetono spesso o se il paziente è un bambino piccolo, una donna in gravidanza o una persona con difese immunitarie ridotte.

Impongono invece una valutazione urgente, anche in pronto soccorso, la difficoltà a respirare, l'incapacità di deglutire la saliva o la voce soffocata, il gonfiore del collo, il dolore molto intenso a un solo lato della gola con difficoltà ad aprire la bocca e la febbre alta persistente con forte prostrazione.

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a uno specialista.

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