La raucedine

La raucedine è un'alterazione del timbro vocale: la voce diventa roca, velata o debole, fino ad arrivare, nei casi più marcati, all'afonia, cioè alla temporanea incapacità di emettere suoni. Nella maggior parte dei casi si tratta di un disturbo banale e passeggero, ma quando dura a lungo merita un controllo. Vediamo da che cosa dipende e come si affronta.

Che cos'è la raucedine?

La voce rauca nasce da un'alterazione della vibrazione delle corde vocali, che può dipendere da un'infiammazione, da un accumulo di muco, da un edema o da una formazione che ne modifica il profilo. La causa più comune è una banale affezione delle vie respiratorie, oppure l'uso eccessivo della voce: capita di svegliarsi con la voce rauca dopo aver cantato, gridato o parlato a lungo.

L'abbassamento della voce può presentarsi improvvisamente oppure instaurarsi in modo progressivo. Nelle fasi iniziali i sintomi associati sono la voce bassa e velata, una sensazione di fastidio o di corpo estraneo in gola, il bruciore localizzato e la necessità di schiarirsi continuamente la voce. Se il disturbo si risolve entro pochi giorni non c'è motivo di preoccuparsi. Se invece diventa persistente o si ripresenta di continuo, è importante non sottovalutarlo: identificare per tempo la causa può significare fare una diagnosi precoce.

Le cause della raucedine

Le cause possibili sono molte e di natura molto diversa fra loro:

  • i processi infiammatori a carico della laringe, di origine infettiva (laringite, tracheite, raffreddore, influenza, bronchite) o chimico-irritativa (fumo di sigaretta, polveri, vapori e prodotti chimici). Anche le reazioni allergiche possono provocare un rapido peggioramento della voce;
  • il sovraccarico vocale: urlare, parlare a lungo in ambienti rumorosi, cantare senza tecnica. È la causa tipica di chi usa la voce per lavoro;
  • il reflusso gastroesofageo, che porta il contenuto acido dello stomaco a contatto con la laringe e provoca una raucedine tipicamente mattutina, associata a tosse e raschiamento;
  • le formazioni benigne delle corde vocali, come i noduli e i polipi, che alterano la vibrazione e rendono la voce soffiata e affaticata;
  • i disturbi delle terminazioni nervose che controllano la motilità delle corde vocali. Il nervo ricorrente può essere danneggiato da un intervento chirurgico sulla tiroide o sul torace, o compresso da una massa, con conseguente paralisi di una corda vocale;
  • l'ipotiroidismo e alcune malattie neurologiche, che modificano il tono e la qualità della voce;
  • le neoplasie maligne della laringe, come il tumore della laringe, in cui la raucedine persistente è spesso il primissimo sintomo.

Quando la raucedine deve far consultare il medico

La regola pratica è semplice: una raucedine che dura più di tre settimane senza una causa evidente va sempre valutata da un otorinolaringoiatra, con la visualizzazione diretta delle corde vocali. Vale a maggior ragione per chi fuma o consuma alcol regolarmente.

È opportuno un controllo tempestivo anche quando l'abbassamento di voce si accompagna a difficoltà o dolore nel deglutire, dolore all'orecchio da un solo lato, comparsa di un gonfiore al collo, presenza di sangue nell'espettorato, calo di peso non spiegato o difficoltà respiratoria. La comparsa improvvisa di difficoltà a respirare con voce spenta, soprattutto in una persona allergica, richiede invece il ricorso immediato ai servizi di emergenza: può trattarsi di un edema della glottide.

Come si arriva alla diagnosi

Poiché la raucedine è un sintomo comune a moltissime condizioni diverse, il primo obiettivo è distinguere le forme banali da quelle potenzialmente serie. Il medico raccoglie l'anamnesi, cioè la storia del disturbo: da quanto dura, come è iniziato, come viene usata la voce, se ci sono fumo, alcol, allergie, reflusso o interventi chirurgici pregressi al collo. Valuta poi i sintomi associati, come tosse, febbre, difficoltà a deglutire, perdita di peso e stanchezza.

All'esame obiettivo di testa, collo e cavo orale segue, quando serve, l'esame chiave: la laringoscopia, eseguita con fibre ottiche flessibili, che permette di osservare direttamente le corde vocali e il loro movimento. La videolaringostroboscopia consente uno studio ancora più fine della vibrazione. In casi selezionati il medico può richiedere esami del sangue, un tampone faringeo, un'ecografia del collo o una TC.

Rimedi utili contro la raucedine

Il rimedio più efficace, e spesso l'unico davvero necessario nelle forme da raffreddamento o da sovraccarico, è il riposo vocale: parlare il meno possibile e, quando serve, con voce normale. Il sussurro va evitato, perché affatica le corde vocali più della voce parlata. Altrettanto importante è una buona idratazione, che mantiene fluido il muco che ricopre le corde vocali.

Possono dare sollievo i gargarismi con acqua tiepida, che leniscono il fastidio in gola, e i suffumigi: basta far bollire dell'acqua, versarla in un recipiente e respirarne il vapore coprendo il capo con un asciugamano, eventualmente con l'aggiunta di qualche goccia di olio essenziale di eucalipto o menta. Attenzione a non ustionarsi e a non usare i suffumigi nei bambini piccoli.

Fra i rimedi tradizionali, l'erisimo - chiamato non a caso "erba dei cantanti" - viene impiegato da tempo per le sue proprietà emollienti e antinfiammatorie sulle mucose, sotto forma di sciroppo, tisana o tintura madre; le modalità d'uso vanno concordate con il medico o il farmacista. Anche lo zenzero, in infuso con limone e miele, e il miele sciolto in bevande tiepide hanno un effetto lenitivo sulla gola infiammata. Sono rimedi di supporto: utili per il comfort, non risolutivi sulla causa.

Rimedi farmacologici contro la raucedine

La terapia dipende dalla causa e va sempre impostata dal medico. Nelle forme virali, che sono la grande maggioranza, il trattamento è solo sintomatico: gli antibiotici non servono e vanno riservati alle forme batteriche documentate, su indicazione medica. Possono essere prescritti antinfiammatori per ridurre il fastidio e, in casi selezionati e per periodi brevi, corticosteroidi quando l'edema delle corde vocali è importante.

Quando la raucedine dipende dal reflusso gastroesofageo, il medico può indicare farmaci che riducono l'acidità gastrica insieme a modifiche dello stile di vita. Se all'origine c'è un uso scorretto della voce, il trattamento di riferimento è la logopedia, con esercizi mirati di rieducazione vocale.

Noduli e polipi delle corde vocali sono formazioni benigne: non si trasformano in tumori, ma se non regrediscono con il riposo vocale e la logopedia possono richiedere una rimozione microchirurgica, decisa insieme allo specialista soprattutto quando la voce è uno strumento di lavoro. Diverso è il discorso per le lesioni sospette individuate alla laringoscopia, che vanno approfondite senza rinvii.

Come prevenire la raucedine

Per proteggere le corde vocali sono utili alcuni accorgimenti quotidiani:

  • parlare con un tono di voce naturale, senza urlare e senza sussurrare;
  • smettere di fumare ed evitare il fumo passivo: il fumo è il principale fattore irritativo per laringe e corde vocali;
  • evitare di inalare prodotti chimici e vapori irritanti, arieggiando gli ambienti in cui si usano detergenti aggressivi;
  • bere a sufficienza durante la giornata e limitare alcolici e bevande contenenti caffeina, che favoriscono la disidratazione;
  • usare il microfono quando si deve parlare a lungo in ambienti ampi o rumorosi;
  • evitare di schiarirsi ripetutamente la voce e di forzare i colpi di tosse, gesti che traumatizzano le corde vocali;
  • in caso di reflusso gastroesofageo, limitare caffè, alimenti acidi e pasti abbondanti la sera, ed evitare di sdraiarsi subito dopo mangiato;
  • lavare spesso le mani, perché la raucedine è spesso conseguenza di infezioni virali delle vie respiratorie;
  • chi usa la voce per lavoro dovrebbe imparare esercizi di riscaldamento e defaticamento vocale e sottoporsi a controlli periodici.

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a uno specialista.

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