Tonsillite
Cosa è la tonsillite, quali sono i sintomi e come curarla
Cosa è la tonsillite
Con tonsillite si intende uno stato infiammatorio delle tonsille che sono piccole ghiandole linfatiche, presenti in entrambi i lati della gola. Svolgono un ruolo di protezione delle vie respiratorie contro microrganismi patogeni e contro virus, in particolare nei bambini: quando le tonsille vengono colpite da un'infezione la bloccano prevenendone la diffusione in tutto il corpo. Assieme allo sviluppo dell'organismo verso l'età adulta si sviluppa anche il sistema immunitario degli individui, relegando le tonsille a un ruolo sostanzialmente marginale verso una progressiva atrofizzazione, riscontrabile negli adulti dalla loro scomparsa nella loggia tonsillare.
I sintomi della tonsillite
L'insorgenza di questo tipo di infezione riguarda soprattutto bambini e adolescenti, ma in alcuni casi possono esserne colpiti anche gli adulti. Si può facilmente riconoscere dai seguenti sintomi:
- tonsille gonfie e arrossate, eventualmente con placche biancastre, che possono comparire sia nelle forme virali sia in quelle batteriche;
- mal di gola;
- febbre alta;
- gonfiore dei linfonodi del collo;
- alito cattivo;
- malessere generale;
Le cause della tonsillite
Nella maggior parte dei casi, e soprattutto negli adulti, la tonsillite è causata da virus: rinovirus, adenovirus, virus influenzali, virus di Epstein-Barr, responsabile della mononucleosi. Meno frequentemente la causa è batterica: il germe di gran lunga più importante è lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A, che rappresenta una quota minoritaria dei casi negli adulti e circa un terzo di quelli in età scolare.
La distinzione conta perché lo streptococco, se non trattato, può in rari casi dare complicanze a distanza come la malattia reumatica, con interessamento del cuore e delle articolazioni, o la glomerulonefrite, che coinvolge i reni. Oggi queste complicanze sono diventate rare grazie alla disponibilità di test diagnostici e di terapie antibiotiche mirate. Distinguere a occhio nudo una forma virale da una batterica non è però possibile: le placche non sono di per sé segno di infezione batterica, perché compaiono anche in molte forme virali, mononucleosi compresa. Per questo il medico si basa su criteri clinici - febbre, essudato tonsillare, linfonodi del collo ingrossati e dolenti, assenza di tosse e di raffreddore - e, quando il sospetto è concreto, ricorre a un tampone faringeo con test rapido o esame colturale.
Rimedi naturali contro la tonsillite
Trattandosi di uno stato infiammatorio sarà opportuno bere a sufficienza e seguire un'alimentazione varia. I rimedi elencati qui di seguito possono alleviare il fastidio, ma è bene ricordare che non curano l'infezione e non ne accorciano la durata: sono un aiuto sintomatico, non una terapia.
- Gargarismi con acqua e sale o acqua e bicarbonato, che hanno un'attività di disinfezione della zona della gola;
- infuso caldo con miele, limone e zenzero, che sfrutta le proprietà lenitive del miele e il conforto dei liquidi caldi. Il miele non va mai dato ai bambini sotto l'anno di età, per il rischio di botulismo infantile;
- propoli, cui vengono attribuite proprietà antisettiche e antinfiammatorie locali: le evidenze sono limitate e sono possibili reazioni allergiche in chi è sensibile ai prodotti dell'alveare;
- echinacea, tradizionalmente usata per i disturbi respiratori: non ha alcuna azione antibiotica e i risultati degli studi sono contrastanti;
- prodotti a base di Malva, caratterizzati dalla presenza di principi attivi che vanno rivestire le mucose con uno strato vischioso che permette di avere un effetto lenitivo, in questo caso sulle mucose del cavo orale.
Dato che l'infiammazione renderà dolorosa la deglutizioni sarà opportuno consumare cibi facili da ingerire come:
- yogurt
- creme e vellutate
- tisane
- passati di verdura o brodi vegetali
Assolutamente da evitare sarà il consumo di cibi o bevande bollenti, cibi piccanti o speziati, alcol e caffè.
Rimedi farmacologici per la tonsillite
Solitamente i sintomi tipici della tonsillite svaniscono nel giro di pochi giorni, nei quali sarà sicuramente opportuno del riposo e l'assunzione di liquidi. Per attenuare il dolore e la febbre si possono impiegare il paracetamolo, che è un antipiretico-antidolorifico, oppure un antinfiammatorio non steroideo (FANS) come l'ibuprofene, sempre secondo le indicazioni del medico o del farmacista. L'acido acetilsalicilico non va somministrato ai bambini e agli adolescenti in corso di infezioni virali, per il rischio di sindrome di Reye.
Se invece il medico documenta un'infezione da Streptococco beta-emolitico di gruppo A, prescriverà una terapia antibiotica mirata, utile a ridurre i sintomi, la contagiosità e il rischio di complicanze come l'ascesso peritonsillare, la scarlattina o la malattia reumatica. Il ciclo va completato per intero secondo le indicazioni ricevute, anche se i sintomi migliorano dopo pochi giorni. È importante tenere a mente che l'antibiotico ha efficacia solamente nelle infezioni batteriche e nessun effetto in quelle virali: assumerlo senza indicazione non previene le complicanze e favorisce la comparsa di batteri resistenti. La decisione spetta sempre al medico. Nel caso di infezione virale l'unica possibile soluzione sarà attendere il decorso della malattia che andrà ad esaurirsi nel giro di 7-10 giorni, con un picco sintomatologico avvertito entro le prime 72 ore.
Come prevenire la tonsillite
Trattandosi di una patologia a diffusione aerea, la prevenzione riguarderà essenzialmente norme di igiene di base, come coprirsi naso e bocca in caso di starnuti o freddo intenso, lavarsi con frequenza le mani che possono essere venute a contatto con superfici contaminate da saliva eventualmente infetta, avere una dieta bilanciata e sana, ricca di liquidi e alimenti contenti zinco e vitamina C. La tonsillectomia (rimozione chirurgica delle tonsille), anni addietro era una pratica comune molto adottata; tuttavia oggigiorno viene valutata solamente in casi selezionati, per esempio quando gli episodi si ripetono con grande frequenza per più anni consecutivi o quando le tonsille molto ipertrofiche ostacolano la respirazione notturna. La scelta spetta allo specialista otorinolaringoiatra, dopo un'attenta valutazione del rapporto tra benefici e rischi.
Quando rivolgersi al medico
È opportuno farsi visitare quando il mal di gola dura più di una settimana senza migliorare, quando la febbre alta persiste oltre tre giorni, quando compaiono placche associate a linfonodi del collo ingrossati e dolenti, o quando gli episodi si ripetono di frequente.
Richiedono invece una valutazione urgente, se necessario in pronto soccorso:
- difficoltà a respirare o respiro rumoroso
- incapacità di deglutire la saliva, che cola dalla bocca, o voce soffocata
- gonfiore del collo o del pavimento della bocca
- dolore molto intenso a un solo lato della gola con difficoltà ad aprire la bocca, possibile segno di ascesso peritonsillare
- febbre alta persistente con forte prostrazione o segni di disidratazione
Per approfondire si possono consultare le guide su mal di gola, faringite e cure per il mal di gola.
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a uno specialista.

