Placche alla gola
di Nicolina Leone - Le cosiddette placche in gola, comunemente note anche come placche alle tonsille, sono le chiazze biancastre o giallastre che compaiono sulla superficie delle tonsille durante un'infiammazione della gola. Si accompagnano spesso, ma non sempre, a febbre e a un forte dolore alla deglutizione.
Quando è in corso una patologia delle vie respiratorie (faringite, tonsillite, mal di gola ricorrente) si avverte in genere una notevole difficoltà a deglutire, associata a dolore localizzato. Le placche si notano guardando la gola allo specchio, ma quello che si vede non basta a stabilire da solo la causa.
Che cosa sono le placche e da che cosa dipendono
Che cosa significa esattamente la presenza di placche sulle tonsille? Si tratta di un essudato infiammatorio: una raccolta di cellule della mucosa, globuli bianchi e secrezioni che si deposita sulla superficie tonsillare, spesso all'interno delle piccole cripte di cui le tonsille sono percorse. È il segno visibile di un'infiammazione in atto, non un accumulo di scorie da espellere.
Il punto più importante, e il più frainteso, è questo: le placche non sono sinonimo di infezione batterica. Compaiono con la stessa facilità nelle forme virali - adenovirus, virus influenzali e soprattutto il virus di Epstein-Barr della mononucleosi, in cui l'essudato può essere molto abbondante - e in quelle batteriche, in primo luogo da Streptococco beta-emolitico di gruppo A. Né l'aspetto né l'estensione delle placche permettono di distinguere le due situazioni a occhio nudo.
Esiste inoltre una condizione diversa e del tutto benigna, spesso confusa con le placche infettive: i tonsilloliti o calcoli tonsillari, piccoli granuli biancastri di materiale compattato che si formano nelle cripte delle tonsille di alcune persone. Non danno febbre né dolore importante, ma possono causare alitosi e sensazione di corpo estraneo.
I sintomi che accompagnano le placche
Insieme alle placche si osservano di solito dolore alla deglutizione, tonsille arrossate e ingrossate, febbre, linfonodi del collo ingrossati e dolenti, mal di testa, alito cattivo e malessere generale. Nei bambini possono comparire anche nausea, dolore addominale e inappetenza.
Alcuni elementi orientano verso una causa piuttosto che un'altra, senza mai dare una certezza. La presenza di tosse, raffreddore, raucedine e congiuntivite depone in genere per una forma virale. Una eruzione cutanea diffusa, ruvida al tatto e più marcata alle pieghe della pelle, associata a lingua arrossata, fa pensare alla scarlattina, cioè a una forma streptococcica. Una stanchezza intensa e prolungata con linfonodi ingrossati anche in altre sedi e ingrossamento della milza è tipica della mononucleosi, che è una malattia virale.
Il dolore di gola può accompagnarsi a un mal di testa persistente e a un senso di spossatezza che rende faticoso concentrarsi. Contro il dolore e la febbre si possono impiegare i comuni antidolorifici e antipiretici, come il paracetamolo, seguendo le indicazioni del medico o del farmacista. Se però i sintomi si ripresentano di continuo, non ci si deve limitare a trattarli: conviene sottoporre il problema all'attenzione dello specialista otorinolaringoiatra.
Diagnosi: il ruolo del tampone faringeo
Poiché l'osservazione della gola non basta, il medico valuta l'insieme del quadro clinico servendosi di criteri riconosciuti: presenza di febbre, essudato sulle tonsille, linfonodi del collo ingrossati e dolenti, assenza di tosse, età del paziente. Quando questi elementi rendono concreto il sospetto di un'infezione da streptococco, si esegue un tampone faringeo con test rapido o esame colturale.
È un esame semplice, rapido e indolore; può provocare un fastidioso riflesso del vomito, motivo per cui conviene eseguirlo lontano dai pasti. In casi selezionati il medico può richiedere anche esami del sangue, per esempio quando sospetta una mononucleosi.
Cura delle placche in gola
Nelle forme virali, che sono la maggioranza, la terapia è soltanto sintomatica: riposo, abbondante idratazione, alimenti morbidi e tiepidi, antidolorifici o antipiretici se necessario. Le placche scompaiono spontaneamente con la risoluzione dell'infezione, in genere entro una settimana o poco più. Gli antibiotici in questi casi non hanno alcuna utilità: non accorciano la malattia, non prevengono le complicanze ed espongono a effetti indesiderati.
Se invece il medico documenta un'infezione da streptococco, prescrive una terapia antibiotica mirata. Non si usano antibiotici a largo spettro "per sicurezza": il farmaco di prima scelta è in genere a spettro ristretto, e le alternative si riservano a chi è allergico o non risponde. La scelta della molecola e la durata del ciclo spettano al medico, e la terapia va completata anche quando i sintomi migliorano dopo pochi giorni.
Aiutano intanto alcune misure semplici: evitare bevande e cibi troppo caldi, piccanti o irritanti, non fumare, bere spesso, riposare. Un cucchiaino di miele o una bevanda calda possono dare sollievo temporaneo alla gola, ricordando che il miele non va mai dato ai bambini sotto l'anno di età. I gargarismi con acqua tiepida e sale attenuano il bruciore.
L'intervento chirurgico di tonsillectomia non è la risposta abituale alle placche: viene preso in considerazione soltanto in casi selezionati, per esempio quando gli episodi di tonsillite si ripetono con grande frequenza per più anni consecutivi o quando le tonsille molto ingrossate ostacolano la respirazione notturna. È una decisione dello specialista.
Quando rivolgersi al medico
È opportuno farsi visitare quando le placche si accompagnano a febbre alta che dura oltre tre giorni, quando il mal di gola non migliora dopo una settimana, quando gli episodi si ripetono spesso o quando il paziente è un bambino piccolo, una donna in gravidanza o una persona con difese immunitarie ridotte.
Impongono invece una valutazione urgente, se necessario in pronto soccorso:
- difficoltà a respirare o respiro rumoroso
- incapacità di deglutire la saliva, che cola dalla bocca, o voce soffocata
- gonfiore del collo o del pavimento della bocca
- dolore molto intenso a un solo lato della gola con difficoltà ad aprire la bocca, possibile segno di ascesso peritonsillare
- rigidità della nuca associata a febbre alta e mal di testa violento
- febbre alta persistente con forte prostrazione o segni di disidratazione
Non sottovalutare quindi la presenza di placche, ma non allarmarsi neppure: nella maggior parte dei casi si tratta di un'infezione banale, che guarisce da sola. Il compito di stabilire se serve una terapia antibiotica spetta al medico.
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per la diagnosi e la terapia rivolgiti al tuo medico curante o a uno specialista.

