La salute in pillole

INNO ALLA PAUSA

   
diventa fan
18 mag. (Barbara LG Sordi)
di Barbara LG Sordi-Via libera alla pausa caffè, perfetta ristoratrice e oltretutto dispensatrice di una bevanda che sembrerebbe allungare la vita...il caffè. Da anni demonizzato insieme con sigarette e alcool per provocare gravi danni al sistema cardiocircolatorio, sembra che sia stato assolto e prosciolto. Uno studio, pubblicato sul New England Journal of Medicine, riporta che uomini e donne che consumano 4 o 5 caffè al giorno sono più longevi di chi ne consuma di meno. Il tasso di longevità è più alto nelle donne che negli uomini: 16% contro 12%. Lo studio è stato condotto da un team del National Institute of Health, che ha analizzato i dati in possesso dell'istituto riguardante decessi avvenuti negli ultimi 13 anni. Non si tratta, come sottolinea lo stesso responsabile Dott. Freedman, di una ricerca finalizzata a scoprire come o perché ciò avvenga, non al momento almeno, bensì una sorta di osservatorio su questa interrelazione. Ci si augura però che prima o poi si possano analizzare i ben 1000 componenti che si trovano nel nostro amatissimo espresso. I danni dunque parrebbero essere legati all'associare caffè a sigarette, le vere responsabili dell'insorgere di gravi patologie.

Un altro indiscusso piacere nelle pause ristoratrici è il sonnellino: in pochi hanno l'abitudine di fare sonnellini durante il giorno. Eppure uno studio del Dott. Dinges dell'Università di Pennsylvania mostra come il “power nap” (sonnellino “energizzante”) sia incredibilmente benefico sull'attività cognitiva. I test che hanno dimostrato la veridicità dell'affermazione sono stati svolti su astronauti della NASA. Per Dinges la quantità di sonno a noi necessaria per un buon funzionamento delle capacità intellettive deve essere calcolata nell'arco delle 24 ore, non solo limitata alle ore notturne. Pochi minuti sono sufficienti a ripristinare uno stato di maggior lucidità, fondamentale nel lavoro così come in tante altre situazioni quotidiane. Per gli stacanovisti: tranquilli il cervello continua a “lavorare” elaborando dati anche durante il sonno, permettendovi così di accelerare alcuni processi cognitivi una volta risvegliati.






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