MAMMOGRAFIA SÌ, NO, NI
05 mag. (Barbara LG Sordi)
di Barbara LG Sordi- In questo mese si è fatto, e ancora si fa, un gran parlare di screening mammografico e dei suoi pro e contro. Certamente anche a seguito dello "scandalo" Macrolane, il gel ialuronico rimodellante, che è stato ritirato dal mercato perché rende molto difficile eseguire mammografie. Parecchi studi hanno dibattuto su età e frequenza consigliate per questo esame; molto più approfondito dell'ecografia, grazie all'uso, seppur minimo, di raggi X che rendono possibile la visione di masse sospette anche piccolissime. Ora è proprio il termine "sospette" ad aver creato non poche polemiche. Andiamo dunque in ordine cronologico. Uno studio norvegese pubblicato agli inizi di Aprile ha proprio evidenziato l'”eccesso di zelo” di questo esame: essere in grado di rilevare anche masse tumorali microscopiche non è necessariamente un pregio. Molte di queste neoplasie sono, infatti, assolutamente benigne e vengono invece nel 15-25% dei casi trattate come maligne (interventi e chemioterapia), con spiacevoli conseguenze per la salute. All'Università di Copenhagen i ricercatori hanno evidenziato che le pazienti cui era stato diagnosticato un falso-positivo attraverso mammografia, poi sottoposte a biopsia (risultata negativa), avrebbero sviluppato il 67% di probabilità in più di ammalarsi di cancro al seno, anche dopo 6 o più anni dal test. Lo studio è stato condotto su 58.000 donne di età compresa tra 50 e 69 anni. Questa maggior probabilità potrebbe essere legata alla ragione stessa che avrebbe causato il falso-positivo: un seno con micro calcificazioni o ispessimenti epiteliali, oppure di densità irregolare; tutti fattori che hanno in sé maggiori probabilità di trasformarsi in un tumore. Oppure i falsi - positivi sarebbero stati poi erroneamente scagionati come tumori innocui, rivelandosi invece col passare del tempo realmente maligni. Infine, proprio in questi giorni, dagli Usa il consiglio, frutto di studi approfonditi (ben due incrociati tra Oregon Health and Science University di Portland e Erasmus Medical Center di Rotterdam), per le donne quarantenni di effettuare mammografie regolarmente, con scadenza biennale, senza aspettare i 50 anni. Il consiglio è rivolto alle donne però con alti fattori di rischio : tessuto mammario denso e casi di tumore al seno in parenti stretti (sorelle, madri, nonne), oltre che abitudini dannose (alcool, fumo e sovrappeso). Comunque sia la prevenzione è fondamentale per diminuire i rischi di intervenire quando ormai il tumore è in stadio troppo avanzato. |
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