MICROCHIP OCULARE
04 mag. (Barbara LG Sordi)
di Barbara LG Sordi- Dalla Gran Bretagna arriva una notizia che farà piacere anche ai peggiori detrattori delle moderne tecnologie, infatti proprio grazie ai progressi tecnologici la medicina ha potuto compiere un "quasi" miracolo. Per mezzo dell'inserimento di un micro-chip due uomini completamente ciechi sono stati in grado di vedere nuovamente, anche se solo delle luci e alcune sagome. Non si tratta certo di una miracolosa cura per questa disabilità, ma è certamente un passo verso questa direzione. Molto più delle precedenti sperimentazioni, come quelle con cellule staminali ad esempio, perché per la prima volta si interviene su casi di non-vedenti al 100% e non solo parzialmente. L'intervento è stato compiuto su due uomini, ciechi da decenni a causa di retinite pigmentosa, presso l'Oxford University Eye Hospital e il King's College Hospital a Londra. La retinite pigmentosa è una malattia della retina irreversibile che porta a non vedere poiché le cellule foto-ricettrici della retina smettono di funzionare, cioè di trasmettere immagini al nervo ottico e da lì al cervello. Ai due pazienti sono stati inseriti dei dispositivi elettronici della dimensione di circa 3 mm quadrati e dotati di 1500 pixel (puntini luminosi) fotosensibili, in grado di supplire le funzioni delle cellule degenerate. Il dispositivo è collegato a mezzo di un cavo ad una unità di controllo, una sorta di telecomando vero e proprio, inserito nel cuoio capelluto. Il funzionamento è apparentemente semplice,ma in realtà è frutto di nano-ingegneria avanzatissima: la luce che passa attraverso l'occhio raggiunge il chip che attiva i pixel affinché trasmettano dei segnali al nervo ottico. Ciò che i due uomini hanno potuto percepire sono solo luci e qualche sagoma in bianco e nero, anche se uno dei due ha ricominciato a sognare a colori, il che farebbe ben sperare per future migliorie. L'impianto era stato già testato nel 2010 su un altro paziente, il quale era riuscito anche a riconoscere delle lettere. Si trattava però di una sperimentazione "seguita " e pilotata in laboratorio, l'apparecchio non era infatti portatile come questo e le dimensioni di molto grandi permettevano di contenere più pixel. Quindi proprio come per uno schermo o una foto: maggior numero di pixel maggior definizione di immagini. Lo studio proseguirà con l'intervento ripetuto su una dozzina di pazienti britannici; al momento non si prevede sperimentazione su parzialmente ciechi, malati di glaucoma o con degenerazioni della retina dovute ad età avanzata. Anche se lo scopo è proprio quello di espandere a tutti questi casi il suo impiego. |
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