La salute in pillole

OGNI QUANTO FARE IL PAP TEST?

   
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28 apr. (Barbara LG Sordi)
di Barbara LG Sordi - In Italia si consiglia di eseguire il Pap test (o test di Papanicolaou) ogni tre anni, per le donne di età compresa tra 25 e 64 anni. Si tratta effettivamente del metodo più efficace per poter rilevare la presenza di cellule tumorali cervicali oppure infezioni dannose all'apparato riproduttivo femminile.

Sorprendentemente però queste linee guida, che erano state suggerite proprio lo scorso anno dalla ACS (principale organizzazione nella prevenzione anti-cancro statunitense), sono state modificate nuovamente. In una pubblicazione su Annals of Internal Medicine suggeriscono infatti di eseguire il test ogni 5 anni nella fascia di età tra i 30 e 65 anni; mentre tra i 21 e 30 si mantiene la scadenza triennale (prima dei 21 e dopo i 65 non è invece necessario).Invitano inoltre ad abbinarlo, per uno screening più approfondito, al test anti-HPV, test che rileva la presenza di Papilloma virus, causa principale di tumori alla cervice. Naturalmente resta fondamentale il Pap test annuale per chi ha fattori di rischio alti: casi familiari di tumori alla cervice, diagnosi di lesioni cervicali precancerose oppure sistemi immunitari indeboliti.

Questo cambio di rotta è frutto di una riflessione, oltre che di analisi di dati concreti, e cioè che una maggiore frequenza nello screening non corrisponde purtroppo ad un maggior numero di casi tumorali scoperti. Si è verificato che le donne a cui era stato trovato un tumore alla cervice, tramite Pap-test, si erano sottoposte all'esame in media ogni 5 anni. Inoltre una maggior frequenza può creare danni e rischi. Innanzitutto un numero maggiore di falsi positivi, che portano a cure non necessarie, spesso anche interventi chirurgici inutili e ovviamente dannosi. Oppure, trattandosi di un test semplice ma comunque invasivo, di eventuali problemi nell'instaurare gravidanze o per eventuali parti.

Secondo il Dott. Gilbert Welch, professore alla facoltà di medicina di Dartsmouth ed esperto in screening a livello mondiale, i test sono come una scommessa; anche i test infatti creano vincitori (pazienti a cui le vite sono salvate) e vinti (pazienti sani che invece vengono sottoposti, per via di risultati sbagliati, a interventi inutili). Il fatto su cui riflettere è che generalmente i vincitori sono numericamente molto pochi mentre i vinti assai di più, proprio come nel gioco d'azzardo. Purtroppo molti medici si lasciano sopraffare da pazienti ipocondriaci e finiscono col prescrivere test non necessari. Un esempio per tutti: gli esami al seno sono generalmente 18-25% in più del necessario.






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