PARTITE DEL CUORE
10 mag. (Barbara LG Sordi)
di Barbara Lg Sordi-Il calcio è indubbiamente sport nazionale italiano, ma anche all'estero non si scherza, basta vedere la non lontana Inghilterra. Ad accomunarci, oltre alla passione per la palla, sono anche molti episodi di cronaca legata a chi il calcio lo pratica. Recentissima (e ancora da chiarire) la prematura morte per problemi cardiacidi Piermario Morosini. Oppure i casi, risoltosi in maniera positiva, di Antonio Cassano e Fabrice Muamba (giocatore del Bolton, UK): il primo colpito da leggera ischemia a causa di una malformazione cardiaca congenita ed il secondo da infarto sempre per lo stesso motivo. In molti abbiamo pensato a come sia possibile che ad atleti agonisti da anni, costantemente controllati con esami e test medici, non sia mai stato diagnosticato nulla. Bene, la risposta potrebbe ora arrivare da una piccola clinica inglese, la Royal Brompton, in cui si stanno testando nuovi esami genetici per poter rilevare anche le più piccole malformazioni cardiache congenite (hypertrophic cardiomyopathy, HCM), in cui un gene sarebbe il responsabile di un ispessimento del muscolo cardiaco,che interferirebbe con le sue capacità di pulsare regolarmente. Questo tipo di patologie sono spesso asintomatiche, eppure colpiscono un individuo su 500; altri invece soffrono di dolori al petto, giramenti di testa o palpitazioni (assolutamente trattabili). Soltanto una esigua minoranza purtroppo viene colpita da arresto cardiaco senza avere alcuna avvisaglia ed è una delle cause principali di morti improvvise tra i giovani. .Gli screening di routine per rilevare malformazioni miocardiche sono l'elettrocardiogramma e l'ecocardiogramma, che possono fornire informazioni sullo stato dei tessuti (cicatrizzazioni, infiammazioni) ma non sulla motivazione o origine di una malformazione. Riuscire a riconoscere quelle genetiche da quelle acquisite aiuterebbe infatti a poter trattare in maniera più mirata i pazienti.. In attesa che i test genetici diventino di routine anche da noi consoliamoci con l'affermazione fatta dalla Dott.ssa Amanda Varnava, cardiologa del Saint Mary's Hospital di Londra, riguardo la maggior efficienza dell'Italia nella prevenzione, proprio grazie ad uno screening più esteso. Da noi infatti, sempre parole della Varnava, i casi di morte improvvisa per arresto cardiaco sono diminuiti addirittura del 90% negli ultimi 25 anni. Finalmente qualcosa di cui andare fieri! |
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