La salute in pillole

PROGRESSI A PICCOLI PASSI

   
diventa fan
16 mag. (Barbara LG Sordi)
di Barbara LG Sordi- In queste settimane si è tornati a parlare di progressi scientifici fatti in pazienti paraplegici, grazie al clamore sollevato dalla giovane 32 enne che, pur paralizzata dalla vita in giù, è riuscita a compiere un'impresa veramente unica: partecipare e concludere la maratona di Londra, sulle sue gambe non su una carrozzina.

Claire Lomas ci ha impiegato ben 16 giorni, contro le due ore del vincitore e non ha ricevuto medaglie; ha potuto però riprovare l'ebrezza di camminare dopo un brutto incidente che l'ha resa inabile dal 2007. Il miracolo è stato possibile a un dispositivo esterno, il Rewalk, messo a punto da un'azienda israeliana, che da ben 10 anni sta lavorando sul progetto; due imbracature attorno alle gambe comandate da sensori, che interpretano gli spostamenti del bacino. Aiutata da un computer in uno zaino sulle spalle e da stampelle, la Lomas ha potuto così marciare. Il riscontro positivo e l'attenzione dei media si spera possano far approvare Rewalk dall'American Food and Drug Administration, così da impiegarlo regolarmente per il recupero di funzionalità perdute per cui non esistono interventi o cure validi. Da noi in Italia il Rewalk è già usato in alcune strutture, come l'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma o Villa Beretta di Lecco.

Dal mondo della chirurgia giunge anche la notizia di un intervento che è stato in grado di ridare parziale uso alle mani di un uomo di 71 anni, paralizzato alle gambe e mani dal 2008. L'intervento è stato eseguito d un team dell'Università di Washington, che ha letteralmente ricreato un nuovo collegamento tra mano e cervello. Per farlo sono intervenuti sui nervi stessi: non essendoci danni, ma solo un'interruzione di comunicazione a causa di vertebre danneggiate, hanno creato un bypass vero e proprio. Un nervo collegato ad un muscolo (quello deputato a piegare il braccio) è stato usato per creare una deviazione tra i nervi della mano e una vertebra sana, in grado di trasmettere messaggi al cervello. In questo modo la comunicazione mano-cervello è ripresa, dando al paziente la possibilità di riacquistare una rudimentale capacità di scrittura e di compiere altri semplici gesti. Non si tratta di un semplice miracolo chirurgico, bensì di un lungo lavoro post-operatorio: ben otto mesi di riabilitazione per poter insegnare a nervi destinati da sempre a governare determinati movimenti a compierne di totalmente diversi. I medici sono certi che proseguendo la riabilitazione i progressi saranno notevoli, anche se non ci si potrà aspettare un recupero completo delle funzionalità originarie. È comunque un processo non-reversibile e duraturo.






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