La salute in pillole

LA SINDROME DI PIGMALIONE. IL DESIDERIO DI CAMBIARE IL PARTNER

   
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24 set. (Laura Tirloni)





Di Laura Tirloni


Di norma, tendiamo a scegliere il partner sulla base delle caratteristiche e dei tratti caratteriali che di lui ci attraggono, tuttavia, non è raro coltivare il desiderio che lui o lei modifichino quegli aspetti di se che non ci piacciono o che non riusciamo ad accettare fino in fondo.

E così possiamo ritrovarci a pensare che se il partner riuscisse a cambiare alcune caratteristiche di sé, allora tutto sarebbe finalmente perfetto, esattamente come lo desideriamo. A questo punto, tuttavia, ci sarebbe da chiedersi se siamo sicuri di essere sentimentalmente coinvolti dal nostro partner “reale”, per come lui è, o piuttosto, dall’ideale che abbiamo di lui e quindi, da come pensiamo che questi dovrebbe essere.

Tale atteggiamento, piuttosto diffuso e più spesso tra il sesso femminile, è noto anche come 'sindrome di Pigmalione', dall'omonimo scultore preso in prestito dalla mitologia greca.

La leggenda narra infatti che Pigmalione, dopo aver plasmato una statua in avorio raffigurante il suo ideale di femminilità e di bellezza, se ne innamora perdutamente e prega Afrodite di concedergli in sposa la donna creata dalle sue abili mani e trasformarla in una creatura umana. Commossa da tanta passione amorosa, la dea esaudisce le preghiere di Pigmalione, dando vita a Galatea.

Così come lo scultore modella continuamente la sua statua per renderla sempre più aderente al proprio ideale di perfezione, allo stesso modo nella Sindrome di Pigmalione, la persona 'amata' in realtà non viene apprezzata per le sue caratteristiche reali, bensì per quello che potrà diventare dopo che il soggetto l'avrà cambiata per farla corrispondere alle proprie aspettative, in base a ciò che considera giusto, bello e desiderabile. In questo modo, tuttavia, la relazione affettiva con il partner non viene vissuta nella realtà presente, bensì in un'ottica futura di cambiamento, il quale può riguardare diversi aspetti della persona, dal modo di vestirsi, a quello di parlare; dagli interessi alle amicizie o più in generale, può riguardare il modo di essere e di atteggiarsi del partner.


Tali tentativi non sono da confondersi con la naturale propensione, all'interno di una relazione di coppia 'sana', a cercare di far emergere reciprocamente la parte migliore dell'altro.

Ma allora, cosa si nasconde dietro questo desiderio di forgiare l'altro in base ai nostri desideri? E come ci fa sentire?


Un elemento di forte gratificazione può senza dubbio derivare dal rivestire un ruolo di guida all'interno della coppia, dal bisogno di controllare l'altro in ogni suo aspetto, o dalla difficoltà ad accettare limiti e imperfezioni presenti in ciascuno di noi.  Inoltre, siamo certi che ciò che consideriamo il meglio per l'altra persona, corrisponda realmente al suo meglio? Galatea in realtà non sceglie di essere creata dalle mani di Pigmalione e non con quelle caratteristiche, essendo esclusivamente il frutto delle proiezioni di quest'ultimo.


All'interno di una relazione reale, ci confrontiamo con persone che, proprio come noi, hanno diritto ad esprimere la propria individualità, anche in quelle caratteristiche che noi giudichiamo 'imperfette'. Un rapporto autentico e profondo tra due persone implica proprio la possibilità di esprimere tutte le parti di sé, nell'idea di poter essere accettati e amati per quello che si è. Intraprendere una relazione con un partner che non è in grado di soddisfare i nostri bisogni più profondi, che non possiede i requisiti e non condivide i valori per noi fondamentali, sperando di cambiarlo nel tempo, è un presupposto di partenza del tutto errato, che il più delle volte si traduce in un'esperienza frustrante ed esita in un fallimento relazionale.

Ancora una volta, scegliamo il partner sulla base dei nostri bisogni, interessi e valori, che tuttavia non sono sempre così espliciti e consapevoli. E' dunque fondamentale essere consci dei nostri bisogni più profondi e valutare, se nella realtà presente, il partner è in grado di soddisfare le nostre aspettative e se, allo stesso modo, siamo in grado di apprezzarlo e amarlo per quello che realmente è, al di là delle nostre proiezioni e dei nostri ideali.



Dott.ssa Laura Tirloni
Psicologa Clinica a Milano
[email protected]









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