La salute in pillole

QUANDO DIRE DI NO È TROPPO DIFFICILE

   
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14 apr. (Laura Tirloni)








Di Laura Tirloni -

Ci sentiamo sempre costretti a compiacere gli altri e ad assecondare ogni loro richiesta, anche contro la nostra volontà? Siamo in seria difficoltà ogniqualvolta vorremmo tirarci indietro con qualcuno e ci ritroviamo invece a dire di sì? Tendiamo più spesso a seguire i desideri degli altri piuttosto che i nostri? A volte ci sentiamo sfruttati e incompresi da chi ci circonda?


Se abbiamo risposto affermativamente a tutte le domande non c'è dubbio: siamo incapaci a dire di no.


In una situazione sana ed equilibrata, può capitare di assecondare le richieste degli altri, talvolta anche controvoglia, perché mossi dall'affetto che nutriamo per loro, mentre in altre occasioni possiamo sottrarci con chiarezza alle loro richieste ed accettare di deludere le loro aspettative, perché sentiamo che per noi è giusto così.


Alcune persone, al contrario, sono mosse da un bisogno profondo di assecondare sempre e comunque ogni richiesta proveniente dall'ambiente esterno, nel tentativo di compiacere gli altri ed ottenerne in cambio, accettazione, affetto, ritagliandosi allo stesso tempo un ruolo nella vita. In questi casi, il soggetto tende inevitabilmente a porre in primo piano le esigenze e i bisogni altrui a scapito dei propri, che risultano sempre in ombra e inascoltati. Questo atteggiamento può essere percepito come un comportamento altruistico, al contrario, spesso nasconde bisogni profondi legati all'immagine di sé e alla propria autostima.


Tornando ad una situazione di equilibrio psicologico tra il dare e il ricevere, in generale l'affetto e l'attenzione per gli altri scaturisce di norma da una base di amore e di rispetto per se stessi. In questo caso, il soggetto si sente libero di scegliere se assecondare o meno le richieste degli altri, in una cornice di rispetto e amore verso se stesso. Può invece capitare che il soggetto senta di non meritare qualcosa di buono dagli altri, che si senta inadeguato, in colpa, in dovere di guadagnarsi l'affetto e l'accettazione da parte di chi lo circonda. In questi casi, quindi, non sarà in grado di dire di no anche quando vorrebbe farlo, per paura di perdere l'affetto dell'altro.


Questo atteggiamento alla lunga può portare l'individuo a sentirsi oppresso e schiacciato dalle aspettative altrui, sfruttato, insoddisfatto per la mancanza di obiettivi personali e per il fatto di realizzare i sogni degli altri anziché i propri. A volte può cercare di gestire la propria incapacità a dire di no, negandosi, piuttosto che affrontare direttamente una situazione “spiacevole”, o accampando scuse per sottrarsi alle richieste degli altri, ma sperimentando forti sensi di colpa.


In questi casi è fondamentale un lavoro di presa di coscienza rispetto a tali dinamiche, spesso inconsce, e un percorso di cambiamento e di crescita individuale che possa condurre il soggetto a divenire l'attore principale della propria vita, anziché una semplice comparsa, rafforzando i propri livelli di autostima e liberandosi dalle proprie catene e dai propri schemi mentali rigidi e disfunzionali.


Noi tutti abbiamo bisogno della presenza degli altri nella nostra vita, ma è solo sentendoci liberi di scegliere che possiamo vivere questa presenza in un modo veramente appagante.










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