Vitamine liposolubili: A, D, E e K
Aggiornato a ottobre 2026
In breve
- Le vitamine liposolubili sono quattro: A, D, E e K.
- Si assorbono insieme ai grassi: un filo d'olio sulle verdure aiuta.
- Si accumulano nel fegato e nel tessuto adiposo, quindi l'eccesso può essere tossico.
- La vitamina D si forma soprattutto nella pelle esposta al sole; nel primo anno di vita i pediatri ne raccomandano di norma l'integrazione.
- Chi prende anticoagulanti come il warfarin deve mantenere costante l'apporto di vitamina K.
Si assorbono insieme ai grassi
Le vitamine liposolubili vengono assorbite insieme ai lipidi assunti con l'alimentazione: è quindi importante che nello stesso pasto siano presenti sia i grassi sia le vitamine. È il motivo per cui un filo di olio di oliva su una carota grattugiata o su un'insalata non è solo una questione di gusto: senza una piccola quota di grasso, il betacarotene e la vitamina E delle verdure vengono assorbiti in misura molto minore.Vale la pena chiarire un equivoco frequente. Il succo di limone spremuto sulla carne ai ferri è un'ottima abitudine, ma per un altro motivo: il limone è ricco di vitamina C, che migliora l'assorbimento del ferro, non di acido folico. È un accorgimento particolarmente utile per chi è anemico o tende ad avere pochi globuli rossi.
Perché si accumulano nell'organismo
Le vitamine liposolubili vengono di regola accumulate nel tessuto adiposo e nel fegato, proprio perché non possono essere eliminate con l'urina. Questi depositi funzionano da riserva per i periodi in cui l'apporto alimentare si riduce.Ne derivano due conseguenze opposte rispetto alle vitamine idrosolubili. Da un lato non è indispensabile introdurle ogni singolo giorno, purché l'alimentazione sia varia nell'arco della settimana. Dall'altro lato non è affatto prudente esagerare con gli integratori che le contengono, soprattutto quelli a base di vitamina A, per non affaticare e persino intossicare il fegato. Le quantità, quando un'integrazione serve davvero, vanno stabilite dal medico sulla base degli esami: con queste vitamine il fai da te è particolarmente rischioso, perché l'eccesso non viene smaltito.
Le funzioni delle singole vitamine
Queste osservazioni non devono indurre a considerare secondaria la regolare introduzione delle vitamine liposolubili con il cibo. Se solo alcune svolgono il ruolo di coenzimi, che invece è tipico di tutte le idrosolubili, a quasi tutte è stato riconosciuto un potere antiossidante, cioè la capacità di contrastare i radicali liberi che danneggiano le cellule.- La vitamina A è indispensabile per la vista, in particolare per la visione in condizioni di scarsa luminosità: una carenza grave e prolungata può portare fino alla cecità. Contribuisce inoltre alla salute della pelle e delle mucose e al funzionamento del sistema immunitario. Si trova nel fegato, nelle uova e nei latticini; nei vegetali gialli, arancioni e a foglia verde è presente il betacarotene, che l'organismo converte in vitamina A.
- La vitamina D, regolatore del metabolismo del calcio, contribuisce in modo determinante alla crescita e al mantenimento in salute delle ossa e alla corretta mineralizzazione dello scheletro. Per questo un apporto adeguato è particolarmente importante nella crescita, in gravidanza e nell'anziano. In Italia l'integrazione è raccomandata di norma nel primo anno di vita; negli altri casi, per esempio in chi è a rischio di carenza o soffre di osteoporosi, la decide il medico. Si ricava in parte dagli alimenti, soprattutto dal pesce grasso e dall'olio di fegato di merluzzo, ma in larga misura viene prodotta dalla pelle grazie all'esposizione alla luce solare: negli anziani, in chi esce poco di casa e nei mesi invernali la sintesi cutanea si riduce sensibilmente.
- La vitamina E è il principale antiossidante liposolubile e protegge dall'ossidazione i grassi delle membrane cellulari. Abbonda negli oli vegetali, nella frutta secca e nei semi.
- La vitamina K svolge una funzione del tutto particolare: quando viene regolarmente assorbita a livello intestinale, permette la coagulazione del sangue, arrestando la fuoriuscita di sangue dalle ferite e prevenendo le emorragie interne. È abbondante nelle verdure a foglia verde come cavoli e spinaci ed è in parte prodotta dalla flora batterica intestinale. Chi assume anticoagulanti orali di vecchio tipo deve mantenere un apporto di vitamina K costante, senza oscillazioni improvvise, e seguire le indicazioni del proprio medico.
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Fonti
- SINU - Società italiana di nutrizione umana, LARN, Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana, V revisione (consultato a ottobre 2026).
- NIH - Office of Dietary Supplements, Vitamin D, scheda per professionisti (consultato a ottobre 2026).
- CREA - Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria, Linee guida per una sana alimentazione, revisione 2018 (consultato a ottobre 2026).
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