Sport e perdita di peso: quanto muoversi per dimagrire

Lo sport aiuta davvero a perdere peso? Quando ci si rivolge a un dietista o a un dietologo per ricevere consigli su come dimagrire, uno dei primi suggerimenti che ci si sente dare è quello di iscriversi in palestra. Il consiglio è giusto, ma va capito bene: da solo il movimento fa perdere meno peso di quanto si immagini, mentre in coppia con una dieta ipocalorica moderata cambia radicalmente il risultato, sia sulla bilancia sia su ciò che la bilancia non misura.

Quanto movimento serve davvero

Le indicazioni oggi condivise a livello internazionale parlano di almeno centocinquanta minuti alla settimana di attività aerobica di intensità moderata - camminata svelta, bicicletta, nuoto, ballo - che diventano circa il doppio quando l'obiettivo è perdere peso e soprattutto mantenerlo. A questi conviene affiancare due sedute settimanali di esercizi di forza, anche a corpo libero, perché sono quelli che proteggono i muscoli durante il dimagrimento.

Tradotto in pratica, mezz'ora di cammino sostenuto quasi tutti i giorni è già un traguardo serio. Non è necessario, e per molti non è nemmeno consigliabile, allenarsi per due o tre ore di fila: conta molto di più la costanza nel tempo dell'intensità del singolo allenamento. Il tipo di sforzo va sempre calibrato sulle condizioni generali di salute, sull'età e sull'allenamento di partenza. Chi è stato sedentario a lungo, chi ha superato i quarant'anni, chi soffre di problemi cardiaci, respiratori o articolari farà bene a sentire il medico prima di cominciare e a salire di carico molto gradualmente.

Perché all'inizio la bilancia può salire

Chi riprende a fare attività fisica dopo un lungo periodo di vita sedentaria assiste spesso a un effetto che sorprende e talvolta spaventa: invece di calare, il peso sale di un chilo o due. Non è un fallimento, ed è quasi sempre transitorio.

Per comprendere il fenomeno bisogna tenere conto che il muscolo pesa più del grasso a parità di volume: se una parte della massa grassa viene gradualmente sostituita da massa muscolare, il numero sulla bilancia può restare fermo o crescere mentre il corpo cambia forma. A questo si aggiungono, nelle prime settimane, le variazioni nella quantità di acqua trattenuta dai muscoli, che dopo l'allenamento riparano le fibre e ricostituiscono le proprie scorte di glicogeno.

La regolare pratica di attività fisica di media intensità, dunque, può perfino far aumentare il peso corporeo nel breve periodo: in realtà i depositi di adipe non sono cresciuti, sono stati in parte sostituiti da tessuto muscolare, che garantisce un aspetto più tonico e una migliore funzionalità del corpo. Il segnale da guardare, in questa fase, non è la bilancia ma il metro da sarta, il modo in cui vestono i pantaloni e la facilità con cui si sale una rampa di scale senza affanno.

I benefici che non si vedono sulla bilancia

A parte i casi in cui, per disturbi o patologie magari temporanee, il riposo è espressamente consigliato, un'attività fisica costante di media intensità previene e aiuta a curare anche malattie serie. Sui grandi problemi cardiocircolatori legati al colesterolo - aterosclerosi, ictus, infarto del miocardio - la ricerca ha mostrato che il movimento regolare, e sono sufficienti anche lunghe passeggiate a passo svelto, stimola l'organismo a produrre più colesterolo HDL, quello cosiddetto buono, che contrasta gli effetti negativi del colesterolo LDL.

L'elenco però non finisce lì. L'esercizio regolare migliora la sensibilità all'insulina e quindi il controllo della glicemia, abbassa la pressione arteriosa, favorisce il sonno, riduce ansia e umore depresso, mantiene forza muscolare ed equilibrio con l'avanzare degli anni e protegge la massa ossea. Sono benefici che compaiono anche in chi, per qualunque ragione, non perde un solo chilo: è uno degli argomenti più solidi a favore di una vita attiva indipendentemente dal risultato estetico.

Come cominciare senza mollare dopo tre settimane

L'errore più comune è partire con un programma ambizioso che dopo poco diventa insostenibile. Meglio scegliere un'attività che piaccia davvero e che sia comoda da raggiungere, fissare orari fissi nella settimana, aumentare durata e intensità del dieci per cento circa alla volta e mettere in conto qualche interruzione senza considerarla una resa. Anche l'attività non strutturata conta: parcheggiare più lontano, scendere una fermata prima, alzarsi dalla sedia ogni mezz'ora incidono più di quanto sembri sul dispendio energetico complessivo della giornata.

Continua: Chi deve mettersi a dieta »

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per un piano alimentare personalizzato rivolgiti al tuo medico curante o a un nutrizionista.

Le altre pagine di questa serie:
La dieta dimagrante  ·  Sport e perdita di peso  ·  Chi deve mettersi a dieta  ·  Niente fretta nelle diete  ·  La dieta ipocalorica  ·  Quanto dimagrire  ·  Le dosi minime da rispettare  ·  Dimagrire mangiando
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