I diversi tipi di colesterolo: LDL, HDL e VLDL

Quando il referto degli esami del sangue riporta tre o quattro voci diverse sotto la parola "colesterolo", non si tratta di sostanze differenti: la molecola è sempre la stessa. A cambiare è il mezzo di trasporto che la porta in giro per l'organismo, e quel mezzo di trasporto fa tutta la differenza.

Perché il colesterolo viaggia insieme a delle proteine

Il colesterolo è un grasso e il sangue è essenzialmente acqua: da solo non potrebbe circolare. Per spostarsi viene quindi trasportato in forma per così dire "aggregata", legato chimicamente a proteine specifiche che formano con esso delle particelle chiamate lipoproteine. Sono queste particelle, e non il colesterolo nudo, ciò che il laboratorio misura.

In medicina si distinguono tre categorie principali di lipoproteine, classificate in base alla loro densità: le LDL (a bassa densità), le HDL (ad alta densità) e le VLDL (a bassissima densità). LDL e HDL, in particolare, svolgono compiti che si possono definire opposti.

Il colesterolo LDL, quello che si deposita

Le LDL portano il colesterolo dal fegato ai tessuti che ne hanno bisogno e trasportano la maggior parte del colesterolo presente nel sangue: mediamente intorno al settanta per cento del totale, con oscillazioni di circa dieci punti percentuali da persona a persona.

Quando le LDL circolanti sono troppe, o rimangono a lungo in circolo, una parte di esse penetra nella parete interna delle arterie e vi resta intrappolata. Lì il colesterolo va incontro a modificazioni chimiche, richiama le cellule del sistema immunitario e innesca un'infiammazione lenta e silenziosa: è così che si formano, anno dopo anno, le placche aterosclerotiche che restringono il vaso e ostacolano la normale circolazione. Da questo comportamento deriva l'etichetta di colesterolo "cattivo".

Il processo non dà alcun sintomo finché la placca non riduce sensibilmente il flusso di sangue o non si rompe, provocando la formazione di un coagulo. È il meccanismo che sta all'origine dell'infarto del miocardio e di una parte importante degli ictus.

Il colesterolo HDL, quello che ripulisce

Le HDL fanno il percorso inverso: funzionano da "spazzino", raccolgono il colesterolo in eccesso dai tessuti e dalle pareti dei vasi e lo riportano al fegato, dove viene trasformato in acidi biliari ed eliminato con la bile. Per questa ragione il colesterolo HDL è comunemente chiamato colesterolo buono: valori più alti si accompagnano in genere a una condizione più favorevole.

Su questo punto, però, la ricerca degli ultimi anni ha invitato alla prudenza. Un HDL elevato è un buon segno, ma non annulla il danno di un LDL alto e non funziona come una polizza assicurativa: non basta "avere l'HDL buono" per considerarsi al riparo.

Le VLDL e i trigliceridi

Le VLDL sono prodotte dal fegato e trasportano soprattutto trigliceridi verso i tessuti; man mano che li cedono si trasformano progressivamente in LDL. Nella pratica clinica non vengono quasi mai dosate direttamente e si stimano a partire dal valore dei trigliceridi. Un aumento di questa frazione si osserva spesso nelle persone in sovrappeso, in chi consuma molti zuccheri e alcol e in chi ha un diabete non ben controllato.

"Buono" e "cattivo": etichette comode, ma da maneggiare con cura

Chiamare buono un colesterolo e cattivo l'altro è utile per capirsi, ma semplifica molto. Il colesterolo è uno solo e serve all'organismo; ciò che cambia è dove viene portato e con quanta efficienza viene rimosso. Ecco perché il valore del colesterolo totale, che somma componenti dal comportamento opposto, è un dato grezzo.

Per questo motivo la valutazione moderna guarda al rapporto tra le diverse frazioni e, soprattutto, al rischio cardiovascolare complessivo della persona. È l'argomento della pagina seguente.

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Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per un piano alimentare personalizzato rivolgiti al tuo medico curante o a un nutrizionista.

Le altre pagine di questa serie:
Che cos'è il colesterolo  ·  Le funzioni del colesterolo  ·  Ipercolesterolemia  ·  I tipi di colesterolo: LDL, HDL e VLDL  ·  L'indice di rischio  ·  I fattori di rischio
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