Che cosa bere secondo la dieta italiana
Nella dieta italiana quello che si beve conta quanto quello che si mangia, ma il messaggio si riassume in una parola sola: acqua. Tutto il resto sono bevande accessorie, da scegliere con criterio o da limitare, e in nessun caso servono a idratare meglio dell'acqua.
Meglio distribuire i bicchieri lungo tutta la giornata piuttosto che concentrarli, e non aspettare di avere sete quando fa molto caldo: negli anziani il senso della sete si attenua, ed è il motivo per cui vanno invitati a bere regolarmente anche senza stimolo. Bere ai pasti non fa male e non gonfia: un paio di bicchieri aiutano semmai la digestione. Quanto alla scelta, l'acqua del rubinetto è controllata e nella maggior parte del Paese è perfettamente adatta al consumo quotidiano; le acque minerali si differenziano soprattutto per il contenuto di sali, indicato in etichetta, e non hanno proprietà curative particolari.
Anche i succhi di frutta, compresi quelli senza zuccheri aggiunti, vanno considerati bevande dolci: perdono la fibra del frutto intero e si consumano in pochi secondi. Un frutto sazia molto di più di un bicchiere dello stesso frutto spremuto. Sulle versioni senza calorie e sui dolcificanti si può leggere la pagina dedicata alle bevande dietetiche.
In merito agli integratori di sali minerali, sono reputati utili solo per supplire a carenze specifiche e dimostrate da analisi mirate. Nella grande maggioranza dei casi, dopo una giornata calda o un'ora di sport, acqua e una normale alimentazione ricostituiscono senza difficoltà quello che si è perso con il sudore.
Chi sceglie di bere dovrebbe quindi limitarsi il più possibile, mai a stomaco vuoto e mai per dissetarsi, ricordando anche che l'alcol apporta circa sette calorie per grammo, quasi quanto i grassi, e che il fegato è il primo organo a pagarne il conto. L'astensione completa è invece necessaria in gravidanza e durante l'allattamento, prima dei diciotto anni, prima di mettersi alla guida o di usare macchinari, in presenza di determinate malattie e quando si assumono farmaci che possono interagire. L'argomento è ripreso nella pagina dedicata al vino.
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Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per un piano alimentare personalizzato rivolgiti al tuo medico curante o a un nutrizionista.
L'acqua, la bevanda di riferimento
Resta ferma l'importanza di introdurre adeguate quantità di acqua, regolandosi prevalentemente in base allo stimolo della sete. Le indicazioni italiane suggeriscono, per un adulto sano, un apporto complessivo di liquidi intorno ai due litri al giorno per la donna e ai due litri e mezzo per l'uomo, tenendo però presente che una parte non trascurabile arriva dagli alimenti: frutta, verdura, minestre e latte sono in gran parte acqua. Il fabbisogno cresce con il caldo, con l'attività fisica, in caso di febbre, vomito o diarrea, e durante la gravidanza e l'allattamento.Meglio distribuire i bicchieri lungo tutta la giornata piuttosto che concentrarli, e non aspettare di avere sete quando fa molto caldo: negli anziani il senso della sete si attenua, ed è il motivo per cui vanno invitati a bere regolarmente anche senza stimolo. Bere ai pasti non fa male e non gonfia: un paio di bicchieri aiutano semmai la digestione. Quanto alla scelta, l'acqua del rubinetto è controllata e nella maggior parte del Paese è perfettamente adatta al consumo quotidiano; le acque minerali si differenziano soprattutto per il contenuto di sali, indicato in etichetta, e non hanno proprietà curative particolari.
Bevande gassate e zuccherate
La dieta italiana sconsiglia l'uso di bevande gassate, specie se presentano aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti, oppure di coloranti e additivi. Il motivo principale è che si tratta di calorie liquide: una lattina da 33 centilitri di bibita zuccherata contiene l'equivalente di sette-otto cucchiaini di zucchero, cioè un'aggiunta significativa alla giornata, senza dare praticamente alcuna sazietà. Chi beve una bibita non mangia meno a tavola, e questo le rende uno dei contributi meno utili al bilancio calorico.Anche i succhi di frutta, compresi quelli senza zuccheri aggiunti, vanno considerati bevande dolci: perdono la fibra del frutto intero e si consumano in pochi secondi. Un frutto sazia molto di più di un bicchiere dello stesso frutto spremuto. Sulle versioni senza calorie e sui dolcificanti si può leggere la pagina dedicata alle bevande dietetiche.
Tisane, tè, caffè e integratori
Sono sicuramente consentite, invece, le bevande a basso contenuto calorico come tisane, infusi, camomilla, tè e caffè, sempre a patto che non contengano sostanze indesiderate e che non vengano zuccherate in abbondanza. Tè e caffè contengono caffeina: per la maggior parte degli adulti tre o quattro tazzine di caffè al giorno non pongono problemi, ma chi soffre di insonnia, ansia, reflusso o palpitazioni farà bene a ridurle, e in gravidanza è opportuno limitarle sentendo il proprio medico.In merito agli integratori di sali minerali, sono reputati utili solo per supplire a carenze specifiche e dimostrate da analisi mirate. Nella grande maggioranza dei casi, dopo una giornata calda o un'ora di sport, acqua e una normale alimentazione ricostituiscono senza difficoltà quello che si è perso con il sudore.
Gli alcolici: nessuna quantità è raccomandabile
Sugli alcolici la dieta italiana si era già mostrata più rigida di altri modelli, suggerendo eventualmente un solo bicchiere di vino a bassa gradazione durante il pranzo o la cena e mai fuori pasto. Le conoscenze si sono però spostate ancora più avanti: oggi non si indica alcun livello di consumo alcolico raccomandabile. L'idea che un bicchiere di vino al giorno faccia bene al cuore non ha retto alla verifica degli studi più recenti, e l'alcol è riconosciuto come sostanza cancerogena già a consumi bassi.Chi sceglie di bere dovrebbe quindi limitarsi il più possibile, mai a stomaco vuoto e mai per dissetarsi, ricordando anche che l'alcol apporta circa sette calorie per grammo, quasi quanto i grassi, e che il fegato è il primo organo a pagarne il conto. L'astensione completa è invece necessaria in gravidanza e durante l'allattamento, prima dei diciotto anni, prima di mettersi alla guida o di usare macchinari, in presenza di determinate malattie e quando si assumono farmaci che possono interagire. L'argomento è ripreso nella pagina dedicata al vino.
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Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per un piano alimentare personalizzato rivolgiti al tuo medico curante o a un nutrizionista.
Le altre pagine di questa serie:
La dieta italiana · Le scelte a tavola · I cibi nocivi · Il peso forma · La distribuzione delle calorie · Che cosa bere
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