Il peso forma nella dieta italiana: come si calcola

Un'altra analogia tra la dieta italiana e la dieta mediterranea è la tendenza a raggiungere il proprio peso forma. Anche in questo caso, tuttavia, la dieta italiana si mostra più rigorosa: non si limita a combattere l'obesità e le forme di sovrappeso evidenti, ma punta al peso normale, valutato secondo parametri precisi e piuttosto esigenti.

Gli indicatori utilizzati: IMC e massa grassa

Le unità di misura utilizzate sono due. La prima è l'IMC, l'indice di massa corporea, noto anche con l'acronimo anglosassone BMI; la seconda è l'indice di massa grassa, cioè la percentuale del peso corporeo costituita da tessuto adiposo.

L'IMC si calcola con una semplice operazione: il peso corporeo espresso in chilogrammi diviso per l'altezza in metri elevata al quadrato. Ipotizzando una persona di 60 chili alta 1,80 metri, l'IMC risulta 60 : (1,80 × 1,80) = 18,5. Chi non vuole fare il conto a mano può usare gli strumenti della sezione calcolo del peso ideale, che restituiscono il valore e il relativo intervallo di riferimento.

Secondo le classificazioni internazionali si parla di normopeso per valori di IMC compresi tra 18,5 e 24,9 circa, di sovrappeso da 25 in su e di obesità da 30 in su, mentre sotto 18,5 si entra nel sottopeso. La dieta italiana adotta però soglie più severe: considera lontano dal peso normale chi supera, per gli uomini, un IMC di 22 oppure una massa grassa del 12 per cento, e per le donne un IMC di 20 oppure una massa grassa del 20 per cento. Il valore femminile più alto tiene conto dei fisiologici accumuli di grasso del sesso femminile, che sono normali e necessari.

Perché una formula non misura la salute

Va detto con chiarezza che si tratta di obiettivi molto ambiziosi, adatti più a chi parte da una condizione già favorevole che alla popolazione generale, e vale la pena maneggiarli con prudenza. Il peso ideale calcolato con una formula è un'indicazione statistica, non una misura dello stato di salute: dice come ci si colloca rispetto alla media di una popolazione, non se si sta bene.

L'IMC, in particolare, ha limiti noti. Non distingue il grasso dal muscolo, e per questo classifica come sovrappeso persone molto allenate; non tiene conto di dove il grasso è distribuito, mentre è proprio quello accumulato sull'addome a pesare di più sul rischio cardiovascolare e metabolico; non è applicabile in gravidanza, e va interpretato con criteri diversi nei bambini e negli anziani. Per queste ragioni oggi si affianca all'IMC la circonferenza della vita, misurata a metà tra l'ultima costola e la cresta iliaca: valori indicativamente superiori a 88 centimetri nella donna e a 102 nell'uomo segnalano un accumulo addominale da non trascurare, anche a parità di peso.

Inseguire un numero, inoltre, può essere controproducente. Nelle persone in sovrappeso, una riduzione anche modesta, dell'ordine del cinque-dieci per cento del peso di partenza, migliora già in modo apprezzabile pressione, glicemia e assetto lipidico: un obiettivo raggiungibile vale più di un traguardo perfetto e abbandonato dopo un mese. Su quanto sia ragionevole perdere e in quanto tempo, la pagina quanto dimagrire offre indicazioni più dettagliate. Quando invece il rapporto con il peso diventa una preoccupazione costante conviene parlarne con il medico, perché il confine con i disturbi dell'alimentazione può essere sottile.

Il ruolo dell'attività fisica

Per raggiungere il tanto decantato peso forma, la dieta italiana non si limita a consigliare una regolare attività fisica, ma considera necessaria la pratica di uno sport con frequenza e intensità piuttosto sostenute: un altro chiaro segnale del suo maggior rigore rispetto al modello mediterraneo. La scelta dello sport e la quantità di lavoro, comunque, devono essere commisurate all'età, al sesso e alle condizioni generali di salute di ciascuno, e chi riparte dopo anni di sedentarietà o ha più di quarant'anni farebbe bene a sentire prima il medico.

Le raccomandazioni oggi condivise a livello internazionale parlano di almeno centocinquanta minuti alla settimana di attività aerobica di intensità moderata, come una camminata a passo svelto, oppure circa la metà se l'intensità è elevata, con l'aggiunta di due sedute di esercizi di forza. Anche il movimento non sportivo conta: salire le scale, andare a piedi, muoversi durante la giornata. Il tema è ripreso nelle pagine su vita attiva e sport e perdita di peso.

Continua: la distribuzione delle calorie nella giornata »

Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per un piano alimentare personalizzato rivolgiti al tuo medico curante o a un nutrizionista.

Le altre pagine di questa serie:
La dieta italiana  ·  Le scelte a tavola  ·  I cibi nocivi  ·  Il peso forma  ·  La distribuzione delle calorie  ·  Che cosa bere
...........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................
Contatti   |    Archivio   |    Privacy   |    Termini e condizioni   |     © Copyright 2026 lasaluteinpillole.it - supplemento alla rivista www.studiocataldi.it
...........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................