Fitosteroli o steroli vegetali e colesterolo

Da quanto detto finora emerge chiaramente che i primi accorgimenti da rispettare, perché il colesterolo non crei problemi cardiocircolatori, riguardano l'alimentazione e lo stile di vita: svolgere attività fisica aerobica di media intensità, smettere di fumare, seguire una dieta equilibrata. Qualora nonostante questo il paziente continui ad avere un indice di rischio preoccupante, inteso come rapporto fra colesterolo totale e HDL, molti medici suggeriscono di provare con alcune sostanze naturali che agiscono sull'assorbimento intestinale del colesterolo.

Fitosteroli, non "fitosterine"

Sono spesso indicate con il nome improprio di "fitosterine": la dicitura corretta è fitosteroli, o steroli vegetali, e il più abbondante di essi è il sitosterolo. Insieme a loro si trovano in commercio anche gli stanoli vegetali, forme leggermente diverse ma con lo stesso effetto pratico. Si tratta di sostanze lipidiche prodotte dalle piante, dalla struttura molto simile a quella del colesterolo animale, ed è proprio questa somiglianza a spiegarne l'utilità: nell'intestino occupano il posto del colesterolo nelle micelle che ne permettono l'assorbimento, così una parte del colesterolo, sia quello del cibo sia quello riversato con la bile, viene eliminata con le feci invece di passare nel sangue.

Dove si trovano

I fitosteroli abbondano ad esempio nella soia e negli altri legumi, nel grano e nei cereali integrali, in molti tipi di frutta secca a guscio come le noci e le mandorle, nei semi e in diversi oli vegetali, fra cui quello di soia e quello di mais. Una dieta ricca di vegetali ne fornisce spontaneamente una certa quota, anche se inferiore a quella impiegata negli studi. Per questo esistono alimenti addizionati, come alcuni yogurt da bere, bevande vegetali e creme spalmabili, oltre a specifici integratori.

Quanto ne serve e quanto funzionano

La dose di riferimento indicata dagli studi è di circa due grammi al giorno, assunti attraverso l'alimentazione e gli alimenti arricchiti, ripartiti nell'arco della giornata e insieme ai pasti, perché è lì che devono incontrare il colesterolo da spiazzare. A questa dose la riduzione media del colesterolo LDL si colloca attorno al sette-dieci per cento, mentre non si osservano effetti apprezzabili sui trigliceridi né sull'HDL. Aumentare la quantità non aumenta il beneficio in proporzione, e secondo alcuni studi un uso spropositato potrebbe avere effetti collaterali non trascurabili.

Vanno tenute aspettative realistiche. L'effetto sull'LDL è reale e riproducibile, ma modesto, e non esistono ad oggi studi che dimostrino che gli steroli vegetali riducano gli infarti e gli ictus, cosa invece ampiamente documentata per i farmaci ipolipemizzanti. Sono quindi un aiuto in più per chi ha valori solo moderatamente elevati e un rischio complessivo basso, oppure un complemento alla dieta, ma non sostituiscono la terapia quando il medico la ritiene indicata.

Cautele e casi particolari

Gli alimenti arricchiti sono pensati per chi ha davvero il colesterolo alto e non sono raccomandati per gli altri componenti della famiglia. In particolare:
  • non sono indicati per i bambini sotto i cinque anni, in gravidanza e durante l'allattamento;
  • possono ridurre leggermente l'assorbimento dei carotenoidi, motivo in più per consumare abbondante frutta e verdura colorata;
  • sono controindicati nella sitosterolemia, una rara malattia ereditaria dell'assorbimento degli steroli;
  • chi è già in terapia dovrebbe informare il medico, perché l'effetto si somma a quello dei farmaci.

E le margarine?

Il consiglio tradizionale di evitare le margarine, spesso lodate dalle case produttrici proprio per il loro apporto di fitosteroli, nasceva dal contenuto di grassi trans delle vecchie formulazioni dure. Su questo il panorama è cambiato: la normativa europea limita ormai a quantità minime i grassi trans di origine industriale, e i prodotti in commercio sono stati riformulati. Restano comunque alimenti grassi e trasformati, da usare con misura, e nella cucina italiana l'olio extravergine di oliva resta la scelta preferibile.

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Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per un piano alimentare personalizzato rivolgiti al tuo medico curante o a un nutrizionista.

Le altre pagine di questa serie:
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