La dieta mediterranea patrimonio UNESCO dal 2010
Un'ulteriore conferma della crescente presa di coscienza della propria identità alimentare, se è vero l'antico proverbio secondo cui "dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei", è arrivata dal riconoscimento dell'UNESCO. La proposta di tutelare la dieta mediterranea come bene culturale, avanzata inizialmente su impulso del governo spagnolo, si è trasformata in una candidatura condivisa e si è conclusa con successo.
È bene precisare un punto che genera spesso confusione: non si tratta della lista dei siti "Patrimonio mondiale", quella dei monumenti e dei paesaggi. Il patrimonio culturale immateriale riguarda pratiche, saperi, riti e tradizioni viventi, tramandati di generazione in generazione. Ogni Paese ha indicato una comunità emblematica: per l'Italia è il Cilento, con il comune di Pollica, non a caso il territorio in cui Ancel Keys visse a lungo e condusse parte delle sue osservazioni.
Vengono citati esplicitamente il ruolo della convivialità, il dialogo intergenerazionale che avviene intorno alla tavola, il rispetto della stagionalità e della biodiversità locale e il posto centrale delle donne anziane come custodi delle ricette e dei gesti tradizionali. Anche le sagre, le feste e i mercati locali rientrano in questo patrimonio.
Qualcuno ha osservato che una simile proposta sarebbe potuta venire dall'Italia, considerati i primati raggiunti e il fatto che la sede dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (nota con la sigla EFSA), l'organismo dell'Unione europea che fornisce pareri scientifici sui rischi legati agli alimenti, si trovi proprio a Parma. Al di là delle polemiche di allora, la candidatura è stata fin dall'inizio transnazionale, e questo è forse il suo aspetto migliore: la dieta mediterranea non appartiene a un solo Paese.
Continua: Le regole d'oro nella scelta dei cibi »
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per un piano alimentare personalizzato rivolgiti al tuo medico curante o a un nutrizionista.
Che cosa ha deciso l'UNESCO, e quando
Il 16 novembre 2010, riunito a Nairobi, il Comitato intergovernativo dell'UNESCO ha iscritto la dieta mediterranea nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità. La candidatura era stata presentata congiuntamente da Spagna, Italia, Grecia e Marocco; nel 2013 l'iscrizione è stata estesa ad altri tre Paesi, Cipro, Croazia e Portogallo, portando a sette gli Stati che la condividono ufficialmente.È bene precisare un punto che genera spesso confusione: non si tratta della lista dei siti "Patrimonio mondiale", quella dei monumenti e dei paesaggi. Il patrimonio culturale immateriale riguarda pratiche, saperi, riti e tradizioni viventi, tramandati di generazione in generazione. Ogni Paese ha indicato una comunità emblematica: per l'Italia è il Cilento, con il comune di Pollica, non a caso il territorio in cui Ancel Keys visse a lungo e condusse parte delle sue osservazioni.
Che cosa è stato riconosciuto, esattamente
L'UNESCO non ha premiato un elenco di alimenti né un menù. Il testo del riconoscimento parla di un insieme di competenze, conoscenze, riti e simboli che riguardano l'intera filiera: le colture, il raccolto, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la cottura e soprattutto la condivisione del pasto. La parola greca diaita, del resto, significa "stile di vita" prima ancora che regime alimentare.Vengono citati esplicitamente il ruolo della convivialità, il dialogo intergenerazionale che avviene intorno alla tavola, il rispetto della stagionalità e della biodiversità locale e il posto centrale delle donne anziane come custodi delle ricette e dei gesti tradizionali. Anche le sagre, le feste e i mercati locali rientrano in questo patrimonio.
Perché il riconoscimento ha senso
È parso questo il metodo migliore per riepilogare i principi base di un regime alimentare che merita non solo di essere proposto come modello al resto del mondo, ma anche di essere ricordato a chi, pur detenendo il primato della tradizione, se ne sta parzialmente discostando per le difficoltà della vita moderna. Un riconoscimento di questo tipo non impone obblighi, ma impegna gli Stati firmatari a promuovere e trasmettere la pratica, per esempio attraverso l'educazione alimentare nelle scuole e la valorizzazione delle produzioni locali.Qualcuno ha osservato che una simile proposta sarebbe potuta venire dall'Italia, considerati i primati raggiunti e il fatto che la sede dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (nota con la sigla EFSA), l'organismo dell'Unione europea che fornisce pareri scientifici sui rischi legati agli alimenti, si trovi proprio a Parma. Al di là delle polemiche di allora, la candidatura è stata fin dall'inizio transnazionale, e questo è forse il suo aspetto migliore: la dieta mediterranea non appartiene a un solo Paese.
Un patrimonio da difendere, non solo da celebrare
Ciò che conta veramente è che si sia riconosciuto che questi principi sono degni di essere tutelati, perché aiutano a realizzare uno degli obiettivi più importanti che possano esistere: condurre una vita sana sul piano fisico, mentale e psicologico, attiva, piacevole e in equilibrio con i ritmi e le esigenze della natura. Il paradosso, però, è che il riconoscimento è arrivato proprio negli anni in cui l'aderenza reale a questo modello stava calando nei Paesi mediterranei. Un patrimonio immateriale, a differenza di un monumento, si conserva soltanto continuando a praticarlo.Continua: Le regole d'oro nella scelta dei cibi »
Le informazioni contenute in questa guida hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere del medico. Per un piano alimentare personalizzato rivolgiti al tuo medico curante o a un nutrizionista.
Le altre pagine di questa serie:
Che cos'è la dieta mediterranea · I vantaggi documentati · Le difficoltà dei tempi moderni · Patrimonio UNESCO · Le regole d'oro nella scelta dei cibi · L'olio d'oliva · Il vino · Una vita attiva
Che cos'è la dieta mediterranea · I vantaggi documentati · Le difficoltà dei tempi moderni · Patrimonio UNESCO · Le regole d'oro nella scelta dei cibi · L'olio d'oliva · Il vino · Una vita attiva
...........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................
Contatti | Archivio | Privacy | Termini e condizioni | © Copyright 2026 lasaluteinpillole.it - supplemento alla rivista www.studiocataldi.it
...........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................
